<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Il perchè di tre vitigni alloctoni</title>
	<atom:link href="http://www.myfeudo.it/2010/02/il-perche-di-tre-vitigni-alloctoni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.myfeudo.it/2010/02/il-perche-di-tre-vitigni-alloctoni/</link>
	<description>Il primo vino open source</description>
	<lastBuildDate>Mon, 11 Oct 2010 11:14:18 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.1</generator>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
		<item>
		<title>Di: Franco Giacosa</title>
		<link>http://www.myfeudo.it/2010/02/il-perche-di-tre-vitigni-alloctoni/comment-page-1/#comment-54</link>
		<dc:creator>Franco Giacosa</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 09:06:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.myfeudo.it/?p=303#comment-54</guid>
		<description>Gentilissimo Luca, il gentilissimo è d&#039;obbligo poichè ha evitato la frase che anch&#039;io talvolta ho utilizzato a favore della scelta di vitigni e stili locali...: &#039;ammesso che con i vitigni alloctoni di zone prestigliose si riesca a ottenere un ottimo vino al di fuori di tali zone, il vino potrà essere al massimo considerato un&#039;imitazione ben riuscita!&#039; 

Ergo, molto meglio produrre un buon vino di territorio e di tradizione con vitigni autoctoni. Idealmente funziona ed è efficace! 

Mi chiedo tuttavia, se funziona anche in zone non propriamente di riconosciuta e di consolidata tradizione; è ben presente il ricordo del rilancio internazionale dei vini toscani con la nascita dei Supertuscans e, per restare in Sicilia, è abbastanza recente lo sviluppo di Cabernet Sauvignon e Chardonnay che hanno impressionato fascie alte del mercato. 
E&#039; vero, oggi i vitigni internazionali forse non hanno più il fascino di qualche decennio fa, ma è per me è stata imprevista e sorprendente la ressa di appassionati intervenuta quando il giornalista Bruno Donati ha organizzato un evento a Villa Gritti di Villabella di San Bonifacio (VR) chiamato &quot; Bordolese day&quot; dove si potevano degustare 100 grandi tagli bordolesi prodotti in Italia. Forse l&#039;interesse non è poi così spento. 

Per passare infine alla preoccupazione che sia impossibile arrivare all&#039;autorevole modello bordolese, concordo che non è facile ma, avendo avuto l&#039;opportunità di frequentare di Bordeaux per diversi decenni (Università e Chateaux), posso assicurarle che oggi il gap qualitativo (qualità reale, purtroppo non percepita), escludendo un ristretto numero di vini mito, si è molto assottigliato nel tempo e, le assicuro che in generale si può oggi ragionevolmente pensare di poter competere senza complessi. 

Lascio a chi ha più conoscenza ed esperienza di me ogni considerazione di marketing ma ciò che mi potrebbe dare molta soddisfazione, per non dilungarmi troppo, sarebbe raggiungere (spero in non troppi anni) la qualità di un vino che pur ottenuto da varietà alloctone abbia una sua originalità e parli di più della zona di provenienza che dei vitigni che ne sono all&#039;origine.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentilissimo Luca, il gentilissimo è d&#8217;obbligo poichè ha evitato la frase che anch&#8217;io talvolta ho utilizzato a favore della scelta di vitigni e stili locali&#8230;: &#8216;ammesso che con i vitigni alloctoni di zone prestigliose si riesca a ottenere un ottimo vino al di fuori di tali zone, il vino potrà essere al massimo considerato un&#8217;imitazione ben riuscita!&#8217; </p>
<p>Ergo, molto meglio produrre un buon vino di territorio e di tradizione con vitigni autoctoni. Idealmente funziona ed è efficace! </p>
<p>Mi chiedo tuttavia, se funziona anche in zone non propriamente di riconosciuta e di consolidata tradizione; è ben presente il ricordo del rilancio internazionale dei vini toscani con la nascita dei Supertuscans e, per restare in Sicilia, è abbastanza recente lo sviluppo di Cabernet Sauvignon e Chardonnay che hanno impressionato fascie alte del mercato.<br />
E&#8217; vero, oggi i vitigni internazionali forse non hanno più il fascino di qualche decennio fa, ma è per me è stata imprevista e sorprendente la ressa di appassionati intervenuta quando il giornalista Bruno Donati ha organizzato un evento a Villa Gritti di Villabella di San Bonifacio (VR) chiamato &#8221; Bordolese day&#8221; dove si potevano degustare 100 grandi tagli bordolesi prodotti in Italia. Forse l&#8217;interesse non è poi così spento. </p>
<p>Per passare infine alla preoccupazione che sia impossibile arrivare all&#8217;autorevole modello bordolese, concordo che non è facile ma, avendo avuto l&#8217;opportunità di frequentare di Bordeaux per diversi decenni (Università e Chateaux), posso assicurarle che oggi il gap qualitativo (qualità reale, purtroppo non percepita), escludendo un ristretto numero di vini mito, si è molto assottigliato nel tempo e, le assicuro che in generale si può oggi ragionevolmente pensare di poter competere senza complessi. </p>
<p>Lascio a chi ha più conoscenza ed esperienza di me ogni considerazione di marketing ma ciò che mi potrebbe dare molta soddisfazione, per non dilungarmi troppo, sarebbe raggiungere (spero in non troppi anni) la qualità di un vino che pur ottenuto da varietà alloctone abbia una sua originalità e parli di più della zona di provenienza che dei vitigni che ne sono all&#8217;origine.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Luca Risso</title>
		<link>http://www.myfeudo.it/2010/02/il-perche-di-tre-vitigni-alloctoni/comment-page-1/#comment-52</link>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 10:54:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.myfeudo.it/?p=303#comment-52</guid>
		<description>Sono completamente d&#039;accordo a metà, come diceva qualcuno.
:-)
Il rapporto tra varietale e territorio quando si parla di vitigni alloctoni è sempre stato oggetto di discussioni accese, in particolare oggi che (è inutile negarlo), i cabernet e i merlot sono in fase di &quot;riflusso&quot;.

http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=3707
http://www.intravino.com/vino/espianti-il-cabernet-sauvignon-non-e-piu-di-moda/

In sostanza, ammesso che il territorio venga sempre fuori, c&#039;è da chiedersi se questo sia una carta vincente, nel momento in cui realizzando un blend &quot;Bordolese&quot; la mente e le papille corrono subito a quell&#039;autorevole e inarrivabile modello.

E&#039; una questione di marketing alla fine. Se (e come) enfatizzare di più la composizione varietale di un vino o l&#039;aspetto territoriale. 

Luk</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono completamente d&#8217;accordo a metà, come diceva qualcuno.<br />
 <img src='http://www.myfeudo.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Il rapporto tra varietale e territorio quando si parla di vitigni alloctoni è sempre stato oggetto di discussioni accese, in particolare oggi che (è inutile negarlo), i cabernet e i merlot sono in fase di &#8220;riflusso&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=3707" rel="nofollow">http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=3707</a><br />
<a href="http://www.intravino.com/vino/espianti-il-cabernet-sauvignon-non-e-piu-di-moda/" rel="nofollow">http://www.intravino.com/vino/espianti-il-cabernet-sauvignon-non-e-piu-di-moda/</a></p>
<p>In sostanza, ammesso che il territorio venga sempre fuori, c&#8217;è da chiedersi se questo sia una carta vincente, nel momento in cui realizzando un blend &#8220;Bordolese&#8221; la mente e le papille corrono subito a quell&#8217;autorevole e inarrivabile modello.</p>
<p>E&#8217; una questione di marketing alla fine. Se (e come) enfatizzare di più la composizione varietale di un vino o l&#8217;aspetto territoriale. </p>
<p>Luk</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

