Innanzitutto vorrei ringraziare Casa Vinicola Zonin per la bella iniziativa in cui sono stato coinvolto: ho dedicato una serata alla degustazione dei diversi tagli ottenuti dai tre vitigni di Feudo Principi di Butera ed è stata un’esperienza nuova e molto interessante.
In occasione di una delle serate di chiusura del mio ristorante ho organizzato la degustazione Myfeudo, invitando 5 amici a casa mia per avere un confronto con palati diversi.
Per fare il mio blend ho cercato di immaginare che cosa sarebbe piaciuto ai clienti del mio ristorante, invece di assecondare il mio personale gusto. Infatti io solitamente preferisco i monovitigni, e se avessi deciso di fare un vino solo per me probabilmente avrei optato per un Cabernet Sauvignon che a mio avviso è senz’altro uno dei vitigni più completi.
E quindi ho deciso di tagliare un blend non certo esclusivo, ma che potesse incontrare di più i gusti dei miei clienti.
Secondo me c’è sempre più bisogno di rossi che colpiscano il naso, per poi andare a colpire il palato. E così ho deciso di partire da un Petit Verdot molto protagonista per poi scalare in percentuale fino ad arrivare al mio blend.
In tutto ho provato 9 tagli prima di arrivare al mio definitivo. Io facevo i miei mix, assaggiavo, e poi facevo assaggiare ai miei amici. Ci siamo molto divertiti e constatare la differenza tra i singoli palati è stato sconvolgente, infatti due dei cinque partecipanti alla degustazione avrebbero fatto un vino diverso.
Alla fine però ho fatto di testa mia, non ho avuto dubbi sul mio taglio e ora non vedo l’ora di confrontarmi con voi per capire quale blend sia il meglio riuscito!


8 marzo 2010 @ 16:40
Confermo, è quello che accade di norma nella nostra sala degustazioni. Non è mai stata votata l’unanimità, non che ricordi. Assaggiamo di tutto e spesso. E il team ormai è affiatato. Ma non c’è niente da fare, l’unanimità per noi rimane un miraggio. Per fortuna, come in questo caso, alla fine c’è sempre qualcuno che si alza e dice: si fa così!
18 marzo 2010 @ 11:51
[...] Vi raccontavo della grande differenza riscontrata tra i palati delle persone che ho coinvolto nel mio assemblaggio: probabilmente da parte loro sarebbero usciti molti vini diversi, ma io naturalmente ho fatto di testa mia, forte della convinzione che il mio rosso dovesse essere molto importante al naso, prima di colpire il palato. [...]