I blend sono quasi fatti, ma i dubbi rimangono tutti. Certamente non dubbi sulla qualità dei vini che mi ha colpito positivamente. Confesso apertamente che ero pronto a fustigare lo stile internazionale, i vini tutto legno e marmellata, l’esercizio enologico di fare vini anche sulla luna, e invece nel bicchiere ho scoperto prodotti ricchi di personalità, con profumi puliti e composti, quasi calligrafici nel disegnare i profili varietali, almeno per quanto riguarda Cabernet e Merlot, visto che effettivamente era la prima volta che mettevo il naso in un Petit Verdot in purezza.
Quindi ecco il Cabernet con i suoi tannini decisi ma non aggressivi, la sua nota appena accennata di peperone seguita da profumi di frutti di bosco, mora e solo in chiusura ricordi tostati; ecco il Merlot, con un frutto più largo, fatto prevalentemente di ciliegia e con un finale dolce e cioccolatoso, ma soprattutto ecco l’intruso, il Petit Verdot. La prima domanda che mi sono posto è stata: “E con questo cosa ci faccio?”. I suoi profumi violentemente speziati, e vegetali, di pepe e lantana, la sua bocca un po’ aspra così diversa dagli atri due, come si possono utilizzare? Ecco, le spezie! Non c’è una via di mezzo in cucina. Le spezie o si usano come nella gastronomia occidentale secondo il classico approccio del “quanto basta” (ancorché sempre soggettivo), oppure se ne fa l’ingrediente dominante, come spesso in oriente.
L’unica cosa che ho deciso riguardo al mio blend è che l’apporto del Petit Verdot sarà minimo. Per il resto sono ancora assai dubbioso, indeciso principalmente su quanto spazio dare al Merlot e non credo che scioglierò le mie riserve ancora per qualche giorno…!



15 febbraio 2010 @ 18:25
Pensa che invece questa selvaticità così accentuata, e mi riferisco al petit verdot, mi ha affascinato. Così tanto da decidere per lui un ruolo importante, davvero importante, all’interno della composizione finale del mio blend.
Sarà bello confrontarsi, bello ed interessante.
23 febbraio 2010 @ 15:07
Luca, mi fa sorridere il tuo “e che ci faccio?”. È la stessa risposta che ho dato io quando mi hanno chiesto “proviamo a piantare del Petit Verdot al Feudo?”. Ma negli anni ho imparato ad avere fede, “di solito” sanno quello che fanno!