Mi sono reso conto subito che poteva essere un taglio un po’ radicale, con quella prevalenza selvatica data dalla presenza di petit verdot. Eppure di strade ne avevo provate tante. Un po’ più di merlot qui, o cabernet sauvignon là. Al conseguente assaggio c’era sempre quel qualcosa che stonava, quell’elemento che non apparteneva al tutto che si era venuto a creare.
Eppure lo sapevo che era un taglio difficile. Allora l’ho aspettato, ed il giorno dopo l’ho assaggiato nuovamente, provando di nuovo percentuali un po’ diverse. Anche rivoluzionando il tutto. Ma no, il blend uscito dalla prima prova rimaneva quella che più mi colpiva. Era compiuto, ma nello stesso tempo aveva quel sapore nuovo, diverso, almeno al mio palato. E poi volevo fosse sfacciatamente mediterraneo, con quella nota alcolica a marcare il territorio, ma accompagnata da quel frutto. E da quelle spezie scure ad introdurre un corpo importante e deciso.
E certo, le mie perplessità riguardavano proprio il suo essere scorbutico, forse complicato. E di certo ignoro come potrà evolvere, con il passare dei mesi. Ma poi ho pensato che, in fondo, la cosa più importante era che fosse calibrato sul mio palato, proprio per potercisi confrontare, dopo.
Le mie percentuali? Petit verdot al 55%, in decisa prevalenza. Molto cabernet sauvignon, con il 40%. Ed appena accennato il merlot, con il rimanente 5%.


11 aprile 2010 @ 16:49
[...] Sul sito dedicato al progetto My Feudo di Zonin e Feudo Principi di Butera stanno cominciando ad uscire i primi blend. Oggi il mio. [...]