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	<title>Commenti a: Due o tre cose che (non) ho capito sugli assemblaggi</title>
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	<description>Il primo vino open source</description>
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		<title>Di: Francesco Zonin</title>
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		<dc:creator>Francesco Zonin</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 15:41:05 +0000</pubDate>
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		<description>Andrea, sono d&#039;accordo con te: in enologia 1+1 non fa quasi mai 2. Pensa un po&#039; quando devi fare questi ragionamenti in vigna: se sei fortunato 1+1 fa 9437! 
Scherzi a parte, ho apprezzato il commento sull&#039;importanza che deve ricoprire il consumatore, che ogni tanto è stato invece trascurato in favore della qualità &quot;assoluta&quot;. Alla fine rimango della stessa opinione di un famoso ristoratore che un giorno mi disse: &quot;ricordati che la miglior bottiglia di vino è quella vuota!&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea, sono d&#8217;accordo con te: in enologia 1+1 non fa quasi mai 2. Pensa un po&#8217; quando devi fare questi ragionamenti in vigna: se sei fortunato 1+1 fa 9437!<br />
Scherzi a parte, ho apprezzato il commento sull&#8217;importanza che deve ricoprire il consumatore, che ogni tanto è stato invece trascurato in favore della qualità &#8220;assoluta&#8221;. Alla fine rimango della stessa opinione di un famoso ristoratore che un giorno mi disse: &#8220;ricordati che la miglior bottiglia di vino è quella vuota!&#8221;.</p>
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		<title>Di: gianpaolo</title>
		<link>http://www.myfeudo.it/2010/03/due-o-tre-cose-che-non-ho-capito-sugli-assemblaggi/comment-page-1/#comment-101</link>
		<dc:creator>gianpaolo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 21:49:25 +0000</pubDate>
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		<description>che vorresti dire, che fare un vino e&#039; piu&#039; difficile che berlo? :)
A proposito di quello che dicevi prima, e&#039; vero che a volte la realta&#039; e&#039; diversa da quello che pensiamo, e che i vino che piacciono sono a volte quelli che non piacciono alle elites... meditate gente meditate</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>che vorresti dire, che fare un vino e&#8217; piu&#8217; difficile che berlo? <img src='http://www.myfeudo.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
A proposito di quello che dicevi prima, e&#8217; vero che a volte la realta&#8217; e&#8217; diversa da quello che pensiamo, e che i vino che piacciono sono a volte quelli che non piacciono alle elites&#8230; meditate gente meditate</p>
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		<title>Di: Carlo Macchi</title>
		<link>http://www.myfeudo.it/2010/03/due-o-tre-cose-che-non-ho-capito-sugli-assemblaggi/comment-page-1/#comment-100</link>
		<dc:creator>Carlo Macchi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 21:14:58 +0000</pubDate>
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		<description>Ripeto quanto detto a suo tempo.

&quot;Faccio una proposta molto seria.
Il primo vino “open sors”! Cioè il primo vino veramente democratico, bevibile da tutti. Il progetto si potrebbe così sviluppare: un grosso produttore di vino prepara una serie di assemblaggi, con percentuali variabili. Mettiamo vi siano 10 candidati a diventare il primo vino open sors. A questo punto, in ogni gazebo delle primarie del PD mettiamo i dieci campioni e tutti possono, anzi devono, assaggiarli tutti e votare quello che gli piace di più. Il più votato diventerà il primo vino open sors d’Italia. Ovviamente prima assaggiano e poi votano, così il candidato per amministrative o politiche del PD nascerebbe da quello che potremmo definire “spirito divino”.
La cosa andrebbe fatta, per par condicio, anche per il PDL, così si potrebbe magari capire (controllando gli uvaggi) se il cabernet o il merlot o il sangiovese sono più di destra o di sinistra. Infine i due vini eletti dalle primarie si sfiderebbero a “singolar bevone”, scegliendo ognuno un proprio campione per rappresentarli. Da una parte quindi, mettiamo, Bersani e dall’altra il Berlusca. I due sfidanti dovrebbero bere ognuno il vino dell’altro e quello che, dopo averne bevuto di più, riesce a dire “trentatretrentinientraronoatrentotuttietrentatretrotterellandomachicazzosenefrega” diventa automaticamente presidente del consiglio. Così il berlusca potrà dire, eventualmente, che è presidente per volere di vino e Bersani perchè con il rosso ci sa fare.&quot;

Se questo non va bene posso provare a ricordare quanti, molto prima degli Zonin, hanno fatto (più in piccolo) una cosa del genere. Insomma...niente di nuovo sotto il sole: è solo la comunicazione che è più aggressiva.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ripeto quanto detto a suo tempo.</p>
<p>&#8220;Faccio una proposta molto seria.<br />
Il primo vino “open sors”! Cioè il primo vino veramente democratico, bevibile da tutti. Il progetto si potrebbe così sviluppare: un grosso produttore di vino prepara una serie di assemblaggi, con percentuali variabili. Mettiamo vi siano 10 candidati a diventare il primo vino open sors. A questo punto, in ogni gazebo delle primarie del PD mettiamo i dieci campioni e tutti possono, anzi devono, assaggiarli tutti e votare quello che gli piace di più. Il più votato diventerà il primo vino open sors d’Italia. Ovviamente prima assaggiano e poi votano, così il candidato per amministrative o politiche del PD nascerebbe da quello che potremmo definire “spirito divino”.<br />
La cosa andrebbe fatta, per par condicio, anche per il PDL, così si potrebbe magari capire (controllando gli uvaggi) se il cabernet o il merlot o il sangiovese sono più di destra o di sinistra. Infine i due vini eletti dalle primarie si sfiderebbero a “singolar bevone”, scegliendo ognuno un proprio campione per rappresentarli. Da una parte quindi, mettiamo, Bersani e dall’altra il Berlusca. I due sfidanti dovrebbero bere ognuno il vino dell’altro e quello che, dopo averne bevuto di più, riesce a dire “trentatretrentinientraronoatrentotuttietrentatretrotterellandomachicazzosenefrega” diventa automaticamente presidente del consiglio. Così il berlusca potrà dire, eventualmente, che è presidente per volere di vino e Bersani perchè con il rosso ci sa fare.&#8221;</p>
<p>Se questo non va bene posso provare a ricordare quanti, molto prima degli Zonin, hanno fatto (più in piccolo) una cosa del genere. Insomma&#8230;niente di nuovo sotto il sole: è solo la comunicazione che è più aggressiva.</p>
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