Ecco infine tutti i blend inseriti dentro il triangolo delle composizioni. Suppongo che nessuno griderà al miracolo, ma qualche cosa di interessante a mio avviso viene fuori.

Ricapitolando, il triangolo ha ai vertici le composizioni pure monovarietali 100% Cabernet, Merlot e Petit Verdot in senso orario.

Ogni retta parallela a un lato del triangolo intersecando gli altri due identifica la percentuale del vitigno al vertice opposto.

In questo modo le due rette rosse rappresentate in figura da sinistra a destra identificano tutte le composizioni con il 15% ed il 50% di Petit Verdot rispettivamente.

Come si vede i partecipanti a Myfeudo si sono spaccati abbastanza nettamente tra coloro che hanno limitato la quantità di Petit Verdot sotto il 15%, e coloro che ne hanno impiegato almeno il 50%. Fa eccezione la composizione di Dan Lerner, che ha addirittura escluso un vitigno (il merlot) proponendo un blend bifasico 60% Cabernet e 40% Petit Verdot. Curioso è stato il fatto che nel gruppo sotto il 15% di Petit Verdot, ben tre partecipanti abbiano proposto lo stesso blend 60% Cabernet, 30% Merlot e 10% Petit Verdot, mentre nel gruppo sopra il 50% di Petiti Verdot, due abbiano proposto lo stesso blend 20% Cabernet, 20% Merlot e 60% Petit Verdot.

Molto meno netta è stata la scelta tra Cabernet e Merlot, che a parte il blend di Jacopo Cossater che ha usato solo il 5% di Merlot, e quello già citato di Dan Lerner che non ne ha usato affatto, sono risultati essere compresi tra il 20% e il 65% in modo abbastanza uniformemente distribuito.

La mia impressione è che Cabernet e Merlot si siano (se ce n’era bisogno) dimostrati due vitigni davvero complementari, diversi eppur miscelabili a piacere senza che mai le caratteristiche della loro unione cambino bruscamente o imprevedibilmente. Un passaggio graduale e monotòno dalla dolcezza del Merlot all’austerità del Cabernet.

Chi ha rotto le uova nel paniere è stato invece il Petit Verdot, capace di stravolgere un blend in modo discontinuo, ora imponendosi con le sue note speziate, ora nascondendosi dietro i tannini del Cabernet o la rotondità del Merlot. E’ stato quindi abbastanza naturale che venissero fuori due interpretazioni diverse basate sulla percezione prevalente o appena accennata di questo vitigno.

Non resta che conoscere il blend ufficiale My Feudo, quello cioè selezionato da coloro per i quali questa scelta non è stata affatto un gioco!