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	<title>MyFeudo &#187; Luca Risso</title>
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	<description>Il primo vino open source</description>
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		<title>E’ nato Symposio</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 09:59:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le fasi del progetto]]></category>
		<category><![CDATA[Progetto]]></category>
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		<description><![CDATA[
Il primo vino open source, cioè il nuovo vino della tenuta Feudo Principi di Butera del gruppo Zonin, ha finalmente visto la luce.  I 13 sedicenti esperti che attraverso l’iniziativa Myfeudo si sono confrontati e messi in gioco per selezionare il miglior blend a base di Cabernet, Merlot, e Petit Verdot, si sono trovati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.myfeudo.it/wp-content/uploads/2010/04/vinitaly0001.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-600" title="vinitaly0001" src="http://www.myfeudo.it/wp-content/uploads/2010/04/vinitaly0001-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Il primo vino open source, cioè il nuovo vino della tenuta <a href="http://www.feudobutera.it/default2.aspx" target="_blank">Feudo Principi di Butera</a> del gruppo Zonin, ha finalmente visto la luce.  I 13 sedicenti esperti che attraverso l’iniziativa Myfeudo si sono confrontati e messi in gioco per selezionare il miglior blend a base di Cabernet, Merlot, e Petit Verdot, si sono trovati in occasione di <a href="http://www.vinitaly.com/index.asp" target="_blank">Vinitaly</a> 2010 nello stand Zonin per assaggiare tutti i tagli proposti, compreso quello ufficiale messo in commercio da quest’anno con il nome di Symposio. Anche questo nome è stato selezionato attraverso la partecipazione dei lettori del blog di My Feudo.<br />
E’ stato un momento conviviale molto bello, addirittura emozionante nel momento in cui si è capito come le persone dell’azienda coinvolte (e parliamo di professionisti di grandissimo spessore come il direttore tecnico ed enologo Franco Giacosa, o il direttore di tenuta Antonio Cufari) hanno accettato il confronto e tenuto nella massima considerazione le opinioni e le idee di tutti. L’assaggio dei vini ha confermato l’ottima qualità delle basi, che mescolate nei modi più diversi hanno comunque fornito vini mediamente equilibrati e piacevoli.</p>
<p>Ecco alcuni flash sensoriali della degustazione, con le composizioni dei blend ed i loro autori.</p>
<p><strong># 1 Speziato, vegetale, rotondo</strong><br />
60% Cabernet Sauvignon, 40% Petit Verdot, 0% Merlot<br />
Dan Lerner<br />
<strong>#2 Austero, fresco, tannico</strong><br />
10% Petit Verdot, 60% Cabernet Sauvignon, 30% Merlot<br />
Luca Risso, Franz Botré, Stefano Lucantoni<br />
<strong>#3 Minerale, gudron, peperone</strong><br />
10% Petit Verdot, 40% Cabernet Sauvignon, 50% Merlot<br />
Gianpaolo Paglia<br />
<strong>#4 Minerale, gudron, tannico</strong><br />
5% Petit Verdot, 65% Cabernet Sauvignon, 30% Merlot<br />
Blend ufficiale Zonin Symposio<br />
<strong>#5 Speziato, vegetale</strong><br />
50% Petit Verdot, 30% Cabernet Sauvignon, 20% Merlot<br />
Stefano Caffari<br />
<strong>#6 Verde, speziato, tannico</strong><br />
10% Petit Verdot, 25% Cabernet Sauvignon, 65% Merlot<br />
Adua Villa<br />
<strong>#7 Cioccolatoso, alcolico, rotondo</strong><br />
60% Petit Verdot, 20% Cabernet Sauvignon, 20% Merlot<br />
Salvo La Rosa, Andrea Gori<br />
<strong>#8 Molto cioccolatoso, alcolico, rotondo</strong><br />
15% Petit Verdot, 35% Cabernet Sauvignon, 50% Merlot<br />
Giuseppe Lisciandrello<br />
<strong>#9 Chiuso, leggermente minerale</strong><br />
4% Petit Verdot, 36% Cabernet Sauvignon, 60% Merlot<br />
Marco Reitano<br />
<strong>#10 Molto verde, speziato, liquirizia</strong><br />
15% Petit Verdot, 25% Cabernet Sauvignon, 60% Merlot<br />
Tony Siino<br />
<strong>#11 Verde, molto speziato</strong><br />
55% Petit Verdot, 40% Cabernet Sauvignon, 5% Merlot<br />
Jacopo Cossater</p>
<p>Per divertimento ho inserito le composizioni dei blend in un triangolo equilatero secondo la regola dei diagrammi di stato ternari. Il triangolo ha ai vertici le composizioni pure monovarietali 100% Cabernet, Merlot e Petit Verdot in senso orario.</p>
<p><a href="http://www.myfeudo.it/wp-content/uploads/2010/04/triangolo_fine.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-601" title="triangolo_fine" src="http://www.myfeudo.it/wp-content/uploads/2010/04/triangolo_fine-300x291.jpg" alt="" width="300" height="291" /></a></p>
<p>Ogni retta parallela a un lato del triangolo intersecando gli altri due identifica la percentuale del vitigno al vertice opposto.<br />
Come si vede i partecipanti a Myfeudo si sono spaccati abbastanza nettamente tra coloro che hanno limitato la quantità di Petit Verdot sotto il 15%, e coloro che ne hanno impiegato almeno il 50%.<br />
Anche coloro che hanno limitato al minimo il Petit Verdot, si sono divisi abbastanza nettamente tra chi ha preferito far prevalere il Merlot, e chi ha privilegiato il Cabernet. Mentre però gli amanti del Merlot non hanno mostrato di avere le idee chiare (come insieme!) sparpagliandosi un po’ , i fan del Cabernet hanno in pratica proposto tutti la stessa composizione, ed anche il blend ufficiale Symposio se ne è discostato molto poco.<br />
Una certa confusione anche tra gli eterodossi privilegiatori del Petit Verdot, che hanno molto apprezzato le note speziate e vegetali del vitigno, ma non in modo abbastanza univoco.<br />
La mia opinione è che il Cabernet prodotto da Principi di Butera fosse già da solo un vino quasi perfetto, necessitante di piccole semplici correzioni, a differenza del Merlot ed ancora di più del Petit Verdot.</p>
<p>Alcune foto della degustazione</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/home.php#%21/album.php?aid=160148&amp;id=26336907198">http://www.facebook.com/home.php#!/album.php?aid=160148&amp;id=26336907198</a></p>
<p>Luk</p>
<p>[<em>Il post originale è sul blog di Luca Risso, </em><a href="http://www.thewineblog.it/2010-04-e-nato-symposio/#more-1152" target="_blank"><em>The wine blog</em></a>]</p>
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		<title>My Feudo: la mia sintesi</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 09:13:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[I vini di Myfeudo]]></category>
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		<category><![CDATA[petit verdot]]></category>
		<category><![CDATA[Principi di Butera]]></category>
		<category><![CDATA[zonin]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco infine tutti i blend inseriti dentro il triangolo delle composizioni. Suppongo che nessuno griderà al miracolo, ma qualche cosa di interessante a mio avviso viene fuori.

Ricapitolando, il triangolo ha ai vertici le composizioni pure monovarietali 100% Cabernet, Merlot e Petit Verdot in senso orario.
Ogni retta parallela a un lato del triangolo intersecando gli altri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco infine tutti i blend inseriti dentro il triangolo delle composizioni. Suppongo che nessuno griderà al miracolo, ma qualche cosa di interessante a mio avviso viene fuori.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.myfeudo.it/wp-content/uploads/2010/03/Triangolo2.jpg"><img class="size-full wp-image-551 aligncenter" title="Triangolo2" src="http://www.myfeudo.it/wp-content/uploads/2010/03/Triangolo2.jpg" alt="" width="410" height="398" /></a></p>
<p>Ricapitolando, il triangolo ha ai vertici le composizioni pure monovarietali 100% Cabernet, Merlot e Petit Verdot in senso orario.</p>
<p>Ogni retta parallela a un lato del triangolo intersecando gli altri due identifica la percentuale del vitigno al vertice opposto.</p>
<p>In questo modo le due rette rosse rappresentate in figura da sinistra a destra identificano tutte le composizioni con il 15% ed il 50% di Petit Verdot rispettivamente.</p>
<p>Come si vede i partecipanti a Myfeudo si sono spaccati abbastanza nettamente tra coloro che hanno limitato la quantità di Petit Verdot sotto il 15%, e coloro che ne hanno impiegato almeno il 50%. Fa eccezione la composizione di Dan Lerner, che ha addirittura escluso un vitigno (il merlot) proponendo un blend bifasico 60% Cabernet e 40% Petit Verdot.  Curioso è stato il fatto che nel gruppo sotto il 15% di Petit Verdot, ben tre partecipanti abbiano proposto lo stesso blend 60% Cabernet, 30% Merlot e 10% Petit Verdot, mentre nel gruppo sopra il 50% di Petiti Verdot, due abbiano proposto lo stesso blend  20% Cabernet, 20% Merlot e 60% Petit Verdot.</p>
<p>Molto meno netta è stata la scelta tra Cabernet e Merlot, che a parte il blend di Jacopo Cossater che ha usato solo il 5% di Merlot, e quello già citato di Dan Lerner che non ne ha usato affatto, sono risultati essere compresi tra il 20% e il 65% in modo abbastanza uniformemente distribuito.</p>
<p>La mia impressione è che Cabernet e Merlot si siano (se ce n&#8217;era bisogno) dimostrati due vitigni davvero complementari, diversi eppur miscelabili a piacere senza che mai le caratteristiche della loro unione cambino bruscamente o imprevedibilmente. Un passaggio graduale e monotòno dalla dolcezza del Merlot all&#8217;austerità del Cabernet.</p>
<p>Chi ha rotto le uova nel paniere è stato invece il Petit Verdot, capace di stravolgere un blend in modo discontinuo, ora imponendosi con le sue note speziate, ora nascondendosi dietro i tannini del Cabernet o la rotondità del Merlot. E&#8217; stato quindi abbastanza naturale che venissero fuori due interpretazioni diverse basate sulla percezione prevalente o appena accennata di questo vitigno.</p>
<p>Non resta che conoscere il blend ufficiale My Feudo, quello cioè selezionato da coloro per i quali questa scelta non è stata affatto un gioco!</p>
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		<title>Il triangolo, si!</title>
		<link>http://www.myfeudo.it/2010/03/il-triangolo-si/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 08:55:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non so se la deformazione professionale aiuti in ambiti &#8220;insoliti&#8221;, ma quando sono arrivate le &#8220;provette&#8221; con i tre  &#8220;campioni&#8221;  da miscelare e il bel cilindro graduato, l&#8217;accostamento anche solo metaforico alla chimica (mi si passi il termine) mi è sembrato naturale.
Anche la constatazione di molti che la somma delle parti vinose non è mai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so se la deformazione professionale aiuti in ambiti &#8220;insoliti&#8221;, ma quando sono arrivate le &#8220;provette&#8221; con i tre  &#8220;campioni&#8221;  da miscelare e il bel cilindro graduato, l&#8217;accostamento anche solo metaforico alla chimica (mi si passi il termine) mi è sembrato naturale.</p>
<p>Anche la constatazione di molti che la somma delle parti vinose non è mai algebrica,  ma che le componenti aromatiche e gustative a volte si moltiplicano e a volte si elidono, rendendo il gioco difficile e stimolante, significa che i nostri Cabernet, Merlot e Petit Verdot tra di loro magicamente reagiscono,  e formano  un vino effettivamente diverso.</p>
<p>Senza entrare nel pedante dettaglio, i sistemi a tre componenti solitamente si rappresentano in un triangolo equilatero, dove i vertici costituiscono le composizioni del singolo vino in purezza.  Allontanandosi da un vertice diminuisce la percentuale di quel componente e aumentano graduatamente le altre. Il centro del triangolo è la composizione in parti uguali di tutti e tre i vitigni. <strong>Tutti i nostri 13 blend sono punti interni al triangolo, e potrebbe essere interessante vedere se sono sparsi a caso, oppure tendono ad addensarsi in zone circoscritte, che sono evidentemente le più popolari</strong>.</p>
<p>Sarà anche  interessante quando arriverà il momento degli assaggi associare ad ogni punto un valore di merito, una quota che potrebbe essere un punteggio centesimale.</p>
<p><strong>Il mio puntino</strong> lo potete vedere lì, e dovrebbe corrispondere al blend<strong> 60% Cabernet, 30% Merlot e 10% Petit Verdot</strong>.  L&#8217;altro possibile candidato finale era un taglio 80/15/5, ma alla fine ha prevalso la &#8220;anima morbida&#8221;. Mi è parso anche che Merlot e Petit Verdot dovessero marciare in coppia, ovvero che all&#8217;incremento dell&#8217;uno dovesse corrispondere un analogo incremento dell&#8217;altro, per temperare le rispettive mollezze e durezze.</p>
<p>Se vorrete comunicare le vostre percentuali, inserirò certamente tutti nel triangolo di My Feudo!</p>
<p><a href="http://www.myfeudo.it/"><img class="alignleft size-full wp-image-459" title="TRIADE" src="http://www.myfeudo.it/wp-content/uploads/2010/03/TRIADE.jpg" alt="" width="403" height="302" /></a></p>
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		<title>L&#8217;intruso: poche idee ma confuse</title>
		<link>http://www.myfeudo.it/2010/02/lintruso-poche-idee-ma-confuse/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 13:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assemblaggio del blend]]></category>
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		<description><![CDATA[I blend sono quasi fatti,  ma i dubbi rimangono tutti. Certamente non dubbi sulla qualità dei vini che mi ha colpito positivamente. Confesso apertamente che ero pronto a fustigare lo stile internazionale, i vini tutto legno e marmellata,  l&#8217;esercizio enologico di fare vini anche sulla luna, e invece nel bicchiere ho scoperto prodotti ricchi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I blend sono quasi fatti,  ma i dubbi rimangono tutti. Certamente non dubbi sulla qualità dei vini che mi ha colpito positivamente. Confesso apertamente che ero pronto a fustigare lo stile internazionale, i vini tutto legno e marmellata,  l&#8217;esercizio enologico di fare vini anche sulla luna, e invece nel bicchiere ho scoperto prodotti ricchi di personalità, con profumi puliti e composti, quasi calligrafici nel disegnare i profili varietali, almeno per quanto riguarda Cabernet e Merlot, visto che effettivamente era la prima volta che mettevo il naso in un Petit Verdot in purezza.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.myfeudo.it/wp-content/uploads/2010/02/CIMG1310.jpg"><img class="size-full wp-image-340 aligncenter" title="Il kit di &quot;Myfeudo&quot;" src="http://www.myfeudo.it/wp-content/uploads/2010/02/CIMG1310.jpg" alt="" width="368" height="276" /></a></p>
<p>Quindi ecco il Cabernet con i suoi tannini decisi ma non aggressivi, la sua nota appena accennata di peperone seguita da profumi di frutti di bosco, mora e solo in chiusura ricordi tostati; ecco il Merlot, con un frutto più largo, fatto prevalentemente di ciliegia e con un finale dolce e cioccolatoso, ma soprattutto ecco l&#8217;intruso, il Petit Verdot.  La prima domanda che mi sono posto è stata: &#8220;E con questo cosa ci faccio?&#8221;. I suoi profumi violentemente speziati, e vegetali, di pepe e lantana, la sua bocca un po&#8217; aspra così diversa dagli atri due, come si possono utilizzare? Ecco,  le spezie! Non c&#8217;è una via di mezzo in cucina. Le spezie o si usano come nella gastronomia occidentale secondo il classico approccio del &#8220;quanto basta&#8221; (ancorché sempre soggettivo), oppure se ne fa l&#8217;ingrediente dominante, come spesso in oriente.</p>
<p>L&#8217;unica cosa che ho deciso riguardo al mio blend è che l&#8217;apporto del Petit Verdot  sarà minimo.  Per il resto sono ancora assai dubbioso, indeciso principalmente su quanto spazio dare al Merlot e non credo che scioglierò le mie riserve ancora per qualche giorno&#8230;!</p>
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		<title>La dura vita del tagliatore di blend</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 14:51:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eccomi qui con le tre bottiglie di Merlot, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot by Myfeudo per realizzare il taglio da portare in degustazione al prossimo Vinitaly. Non è banale. Si potrebbe partire a carrarmato e quindi realizzare e assaggiare tutte le miscele possibili, ma non è una cosa intelligente.
Sapete quante miscele diverse si possono fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccomi qui con le tre bottiglie di Merlot, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot by Myfeudo per realizzare il taglio da portare in degustazione al prossimo <a href="http://www.vinitaly.com/index.asp" target="_blank">Vinitaly</a>. Non è banale. Si potrebbe partire a carrarmato e quindi <strong>realizzare e assaggiare tutte le miscele possibili</strong>, ma <strong>non è una cosa intelligente</strong>.</p>
<p>Sapete <strong>quante miscele diverse si possono fare avendo tre vini a disposizione?</strong> Tante! Sarebbero infinite se non si ponesse un limite alla quantizzazione delle percentuali relative, ovvero se si dovesse variare l&#8217;apporto di un vino anche infinitesimamente. Anche ammettendo però una ragionevole base del 5% come contributo minimo ammissibile e procedendo per multipli,<strong> le possibili combinazioni sono tante</strong>.</p>
<p><strong>Proviamo così per sfizio a calcolarle.</strong> Se le percentuali dei singoli vini sono X, Y e Z, allora vale la condizione X+Y+Z=100, che è anche l&#8217;equazione di un piano. Con la logica restrizione che X, Y e Z siano numeri positivi il piano si restringe a un triangolo. Se tratta di un blend dove tutti i vini devono essere presenti, allora X, Y e Z non possono essere minori di 5 e maggiori di 90, in quanto ogni vino può variare a multipli di 5% da un minimo del 5% a un massimo di 90%. I valori da 5 a 90 a multipli di 5 sono 18, e le combinazioni possibili sono la somma dei numeri da 1 a 18, ovvero  <a href="http://www.batmath.it/storia/gauss_1_100/gauss_1_100.htm" target="_blank">18*19/2=171</a>. Decisamente tante. Se la quantizzazione fosse su base del 10%, con lo stesso criterio avremmo solo 36 possibilità. Sempre tante. Usando i 100 cc come base per un assaggio, occorrono 3,6 litri di vino e le tre bottiglie da 750 cc non basterebbero.</p>
<p>Siccome non si può passare le giornate ubriacandosi alla ricerca del blend ideale, <strong>penso che farò così</strong>. Innanzitutto assaggerò i singoli vini, e deciderò in base al mio gusto quale sia quello che mi sembra più adatto a fare da “spina dorsale”, e poi cercherò di correggere eventuali asperità o mollezze con gli altri due. Il problema è che quando c&#8217;è di mezzo Bacco, i buoni propositi sono destinati a soccombere e la razionalità deve lasciare il posto alla fantasia!</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.thewineblog.it/2010-02-la-dura-vita-del-tagliatore-di-blend/" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-298" title="grafico" src="http://www.myfeudo.it/wp-content/uploads/2010/02/grafico.jpg" alt="" width="312" height="233" /></a></p>
<p style="text-align: left;">[Da <a href="http://www.thewineblog.it/2010-02-la-dura-vita-del-tagliatore-di-blend/" target="_blank">The wine blog</a>]</p>
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