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	<title>MyFeudo &#187; cabernet</title>
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	<description>Il primo vino open source</description>
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		<title>My Feudo: la mia sintesi</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 09:13:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[I vini di Myfeudo]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco infine tutti i blend inseriti dentro il triangolo delle composizioni. Suppongo che nessuno griderà al miracolo, ma qualche cosa di interessante a mio avviso viene fuori.

Ricapitolando, il triangolo ha ai vertici le composizioni pure monovarietali 100% Cabernet, Merlot e Petit Verdot in senso orario.
Ogni retta parallela a un lato del triangolo intersecando gli altri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco infine tutti i blend inseriti dentro il triangolo delle composizioni. Suppongo che nessuno griderà al miracolo, ma qualche cosa di interessante a mio avviso viene fuori.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.myfeudo.it/wp-content/uploads/2010/03/Triangolo2.jpg"><img class="size-full wp-image-551 aligncenter" title="Triangolo2" src="http://www.myfeudo.it/wp-content/uploads/2010/03/Triangolo2.jpg" alt="" width="410" height="398" /></a></p>
<p>Ricapitolando, il triangolo ha ai vertici le composizioni pure monovarietali 100% Cabernet, Merlot e Petit Verdot in senso orario.</p>
<p>Ogni retta parallela a un lato del triangolo intersecando gli altri due identifica la percentuale del vitigno al vertice opposto.</p>
<p>In questo modo le due rette rosse rappresentate in figura da sinistra a destra identificano tutte le composizioni con il 15% ed il 50% di Petit Verdot rispettivamente.</p>
<p>Come si vede i partecipanti a Myfeudo si sono spaccati abbastanza nettamente tra coloro che hanno limitato la quantità di Petit Verdot sotto il 15%, e coloro che ne hanno impiegato almeno il 50%. Fa eccezione la composizione di Dan Lerner, che ha addirittura escluso un vitigno (il merlot) proponendo un blend bifasico 60% Cabernet e 40% Petit Verdot.  Curioso è stato il fatto che nel gruppo sotto il 15% di Petit Verdot, ben tre partecipanti abbiano proposto lo stesso blend 60% Cabernet, 30% Merlot e 10% Petit Verdot, mentre nel gruppo sopra il 50% di Petiti Verdot, due abbiano proposto lo stesso blend  20% Cabernet, 20% Merlot e 60% Petit Verdot.</p>
<p>Molto meno netta è stata la scelta tra Cabernet e Merlot, che a parte il blend di Jacopo Cossater che ha usato solo il 5% di Merlot, e quello già citato di Dan Lerner che non ne ha usato affatto, sono risultati essere compresi tra il 20% e il 65% in modo abbastanza uniformemente distribuito.</p>
<p>La mia impressione è che Cabernet e Merlot si siano (se ce n&#8217;era bisogno) dimostrati due vitigni davvero complementari, diversi eppur miscelabili a piacere senza che mai le caratteristiche della loro unione cambino bruscamente o imprevedibilmente. Un passaggio graduale e monotòno dalla dolcezza del Merlot all&#8217;austerità del Cabernet.</p>
<p>Chi ha rotto le uova nel paniere è stato invece il Petit Verdot, capace di stravolgere un blend in modo discontinuo, ora imponendosi con le sue note speziate, ora nascondendosi dietro i tannini del Cabernet o la rotondità del Merlot. E&#8217; stato quindi abbastanza naturale che venissero fuori due interpretazioni diverse basate sulla percezione prevalente o appena accennata di questo vitigno.</p>
<p>Non resta che conoscere il blend ufficiale My Feudo, quello cioè selezionato da coloro per i quali questa scelta non è stata affatto un gioco!</p>
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		<title>Deadline per la consegna dei blend: 26 febbraio</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 10:20:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assemblaggio del blend]]></category>
		<category><![CDATA[Le fasi del progetto]]></category>
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		<description><![CDATA[Ormai ci siamo quasi: mancano pochi giorni alla consegna delle percentuali del blend da parte di ciascun partecipante per andare a imbottigliare i 13 blend a Feudo Principi di Butera.
Vi avevamo dato come termine di consegna del blend il 20, ma abbiamo pensato di posticipare la deadline per darvi qualche giorno in più per le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai ci siamo quasi: mancano pochi giorni alla consegna delle percentuali del blend da parte di ciascun partecipante per andare a imbottigliare i 13 blend a Feudo Principi di Butera.</p>
<p>Vi avevamo dato come termine di consegna del blend il 20, ma abbiamo pensato di posticipare la deadline per darvi qualche giorno in più per le vostre prove.</p>
<p>Quindi<strong> attendiamo la consegna delle vostre percentuali entro venerdì 26 febbraio</strong>.</p>
<p>Vi chiediamo di tenere i vostri blend segreti e non pubblicare le percentuali, ma di <strong>spedirle a blog@zonin.it</strong>. Attendiamo invece<strong> i vostri racconti sull&#8217;esperienza di assemblatore qui sul blog di Myfeudo</strong> <img src='http://www.myfeudo.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>L&#8217;intruso: poche idee ma confuse</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 13:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assemblaggio del blend]]></category>
		<category><![CDATA[I vini di Myfeudo]]></category>
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		<description><![CDATA[I blend sono quasi fatti,  ma i dubbi rimangono tutti. Certamente non dubbi sulla qualità dei vini che mi ha colpito positivamente. Confesso apertamente che ero pronto a fustigare lo stile internazionale, i vini tutto legno e marmellata,  l&#8217;esercizio enologico di fare vini anche sulla luna, e invece nel bicchiere ho scoperto prodotti ricchi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I blend sono quasi fatti,  ma i dubbi rimangono tutti. Certamente non dubbi sulla qualità dei vini che mi ha colpito positivamente. Confesso apertamente che ero pronto a fustigare lo stile internazionale, i vini tutto legno e marmellata,  l&#8217;esercizio enologico di fare vini anche sulla luna, e invece nel bicchiere ho scoperto prodotti ricchi di personalità, con profumi puliti e composti, quasi calligrafici nel disegnare i profili varietali, almeno per quanto riguarda Cabernet e Merlot, visto che effettivamente era la prima volta che mettevo il naso in un Petit Verdot in purezza.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.myfeudo.it/wp-content/uploads/2010/02/CIMG1310.jpg"><img class="size-full wp-image-340 aligncenter" title="Il kit di &quot;Myfeudo&quot;" src="http://www.myfeudo.it/wp-content/uploads/2010/02/CIMG1310.jpg" alt="" width="368" height="276" /></a></p>
<p>Quindi ecco il Cabernet con i suoi tannini decisi ma non aggressivi, la sua nota appena accennata di peperone seguita da profumi di frutti di bosco, mora e solo in chiusura ricordi tostati; ecco il Merlot, con un frutto più largo, fatto prevalentemente di ciliegia e con un finale dolce e cioccolatoso, ma soprattutto ecco l&#8217;intruso, il Petit Verdot.  La prima domanda che mi sono posto è stata: &#8220;E con questo cosa ci faccio?&#8221;. I suoi profumi violentemente speziati, e vegetali, di pepe e lantana, la sua bocca un po&#8217; aspra così diversa dagli atri due, come si possono utilizzare? Ecco,  le spezie! Non c&#8217;è una via di mezzo in cucina. Le spezie o si usano come nella gastronomia occidentale secondo il classico approccio del &#8220;quanto basta&#8221; (ancorché sempre soggettivo), oppure se ne fa l&#8217;ingrediente dominante, come spesso in oriente.</p>
<p>L&#8217;unica cosa che ho deciso riguardo al mio blend è che l&#8217;apporto del Petit Verdot  sarà minimo.  Per il resto sono ancora assai dubbioso, indeciso principalmente su quanto spazio dare al Merlot e non credo che scioglierò le mie riserve ancora per qualche giorno&#8230;!</p>
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		<title>Scheda tecnica/ Cabernet Sauvignon</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 08:49:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Giacosa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho presentato nei giorni scorsi i dettagli tecnici di Merlot e Petit Verdot, due dei tre vini che comporranno il nuovo blend del Feudo Principi di Butera. Eccovi ora tutti i dettagli tecnici del Cabernet Sauvignon 2007. Li avete già assaggiati per fare le prime prove? Che cosa ne pensate?
***
 Scheda tecnica Cabernet Sauvignon 2007
Provenienza: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho presentato nei giorni scorsi i dettagli tecnici di <a href="http://www.myfeudo.it/2010/01/scheda-tecnica-il-merlot/" target="_blank">Merlot</a> e <a href="http://www.myfeudo.it/2010/02/scheda-tecnica-petit-verdot-2007/" target="_blank">Petit Verdot</a>, due dei tre vini che comporranno il nuovo blend del Feudo Principi di Butera. Eccovi ora tutti i dettagli tecnici del <strong>Cabernet Sauvignon 2007</strong>. Li avete già assaggiati per fare le prime prove? Che cosa ne pensate?</p>
<p>***<br />
<strong> Scheda tecnica Cabernet Sauvignon 2007</strong></p>
<p><strong>Provenienza</strong>: Comune di Butera – Caltanissetta – Contrada Deliella.</p>
<p><strong>Altitudine</strong>: 250 mt sul livello del mare.</p>
<p><strong>Varietà</strong>: Cabernet Sauvignon in purezza.</p>
<p><strong>Terreno</strong>: grigio calcareo contenente argilla e ricco di pietra calcarea (trubi). Buona fertilità e media permeabilità unita ad un’ottima capacità di immagazzinamento idrico lo rendono ideale per assicurare la sufficiente disponibilità di acqua nel periodo estivo-siccitoso.</p>
<p><strong>Vigneto</strong>: ha un’età di 12 anni e si trova nella parte meno alta dell’azienda, ben esposto a mezzogiorno. Le viti sono allevate secondo il sistema Guyot con una densità d’impianto di 4400 ceppi per ettaro. I filari hanno un orientamento nord/sud (massima esposizione al sole al mattino e bassa esposizione a mezzogiorno per evitare eventuali scottature).</p>
<p><strong>Resa</strong>: 1,5 Kg/pianta ovvero 66 q/ha di uva.</p>
<p><strong>Vendemmia</strong>: quarta settimana del mese di settembre.</p>
<p><strong>Vinificazione</strong>: le uve appena vendemmiate sono state diraspate e delicatamente pigiate quindi poste a fermentare in igienici vinificatori di acciaio inox termocondizionati. La temperatura delle uve è stata abbassata a 20° C all’inizio e gradatamente è stata aumentata sino a raggiungere i 28° C al termine della fermentazione alcolica. La macerazione è durata 18 giorni. Il vino nuovo nel mese di novembre ha svolto la fermentazione malolattica eliminando la tipica spigolosità varietale.</p>
<p><strong>Maturazione</strong>: dopo un illimpidimento naturale per sedimentazione e travaso, il vino è stato infustato in  tonneaux di rovere francese da 350 litri ognuno. Il Cabernet Sauvignon ha riposato per 18 mesi in legno nelle fresche e silenziose cantine ricavate nel sottosuolo calcareo del Feudo Principi di Butera.</p>
<p><strong>Caratteristiche organolettiche al travaso:</strong></p>
<p><strong>Colore</strong>: rubino intenso brillante.</p>
<p><strong>Profumo</strong>: intenso molto complesso con prevalenza di frutta rossa appena matura (ribes, ciliegia rossa).</p>
<p><strong>Gusto</strong>: buona pienezza, ottima persistenza; leggera tannicità ed evidente sensazione fruttato/floreale.</p>
<p><strong>Caratteristiche analitiche</strong>:</p>
<p>- <strong>Grado alcolico</strong>:  13,60 % vol.<br />
- <strong>Acidità totale</strong>: 5,60 g/l in ac, tart.<br />
- <strong>Acidità volatile</strong>:  0,49 g/l in ac. acet.<br />
- <strong>pH</strong>: 3,60.<br />
- <strong>Tannini</strong>: 2840 mg/l.<br />
- <strong>Estratti</strong>: 35,40 g/l.</p>
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		<title>Blend del Feudo Principi di Butera</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 15:37:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Giacosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Feudo Principi di Butera]]></category>
		<category><![CDATA[Informazioni tecniche]]></category>
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		<description><![CDATA[Durante la ricerca dell&#8217;azienda siciliana ideale, quando Gianni Zonin nel 1997 visitò il Feudo Principi di Butera e vide la posizione geografica dell’azienda, dolcemente collinare, il terreno bianco calcareo, il clima caldo ma secco, ben ventilato, immediatamente si convinse della grande vocazione di quelle terre alla produzione del Nero d’Avola. Conseguentemente, la maggior parte del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Durante la ricerca dell&#8217;azienda siciliana ideale, quando Gianni Zonin nel 1997 visitò il Feudo Principi di Butera e vide la posizione geografica dell’azienda, dolcemente collinare, il terreno bianco calcareo, il clima caldo ma secco, ben ventilato, immediatamente si convinse della <strong>grande vocazione di quelle terre alla produzione del Nero d’Avola</strong>. Conseguentemente, la maggior parte del Feudo venne impiantato con viti di tale cultivar.</p>
<p>Ai piedi delle colline, tuttavia, erano presenti<strong> terreni più scuri per la minor presenza di sostanza calcarea, chiaramente dotati di fertilità più elevata</strong>. Erano, questi, terreni adatti a <strong>vitigni alloctoni come il Merlot, il Cabernet Sauvignon e la Syrah</strong>. Si decise così di impiantare, in questi terreni, dei vitigni così detti “internazionali”, che già avevano dimostrato di poter esprimere eccellenti livelli di qualità.</p>
<p><strong>Fino ad oggi questi vini erano stati vinificati ed imbottigliati in purezza</strong>; tuttavia, negli anni, da enologi curiosi, abbiamo sperimentato, e qualche volta ci siamo divertiti a provare, in piccolo,<strong> alcuni assemblaggi con i vini provenienti dai diversi vitigni</strong>. Alcune di queste prove ci hanno talmente entusiasmati per la piacevolezza, l’armonia e la personalità che ci siamo decisi a sfidarci per definire un assemblaggio memorabile.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/zonin/2796457826/in/set-72157606942476309/" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-132" title="vigne butera" src="http://www.myfeudo.it/wp-content/uploads/2010/01/vigne-butera.jpg" alt="" width="431" height="285" /></a></p>
<p>Dapprima è stato fatto un lavoro in vigna cominciando dalle potature invernali, per una attenta gestione della parete fogliare, cercando di mantenere un basso carico di uva per vite. In cantina, disponendo di ottime uve, sanissime e ben mature, abbiamo applicato un’idea enologica semplice e non interventista. L’unica preoccupazione da enologi è stata quella di <strong>preservare ed esaltare le qualità dell’uva</strong>. Non era difficile, ma occorreva<strong> molta assistenza e cura in ogni momento della vinificazione e della maturazione dei vini</strong>. Abbiamo cercato di capire ogni vino, di centrare le temperature, i tempi di fermentazione e i rimontaggi, per estrarre tutto ciò che di positivo era contenuto nelle uve ed evitare, soprattutto, il passaggio nel vino di qualsiasi componente negativa come i tannini verdi e troppo astringenti, le sostanze amare e ossidabili e per evitare caratteri sulfurei o metallici. In poche parole: abbiamo voluto prendere il meglio dall’uva e massimizzare la personalità di ogni vino.</p>
<p>Operando in tal modo, secondo tanti anni di esperienza, abbiamo ottenuto dei vini ben differenziati con delle caratteristiche territoriali e varietali particolarmente evidenti.</p>
<p><strong>Siamo nel mondo dei vini stile bordolese made in Sicily</strong>: il Merlot molto rotondo e fruttato, il Cabernet Sauvignon più maschio nella sua struttura tannica, il Petit Verdot dal colore molto intenso e dal fruttato avvolgente.<br />
Il passo successivo, che ci intrigava molto, è stato quello di unire alcuni di questi vini per ottenere un blend che rispondesse ai canoni classici bordolesi e sempre attuali di armonia, equilibrio, piacevolezza, e consistenza, con un&#8217;impronta però siciliana.<br />
Al Vinitaly 2010, dopo alcuni mesi di armonizzazione, avremo modo di testare il primo tentativo.</p>
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