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	<title>MyFeudo &#187; Feudo Principi di Butera</title>
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	<description>Il primo vino open source</description>
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		<title>Interviste al Vinitaly: come potrebbe essere la prossima edizione di Myfeudo?</title>
		<link>http://www.myfeudo.it/2010/04/interviste-al-vinitaly-come-potrebbe-essere-la-prossima-edizione-di-myfeudo/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 09:59:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi giorni stiamo riflettendo su tutta l&#8217;operazione Myfeudo, che per Casa Vinicola Zonin è stata un&#8217;esperienza interessante e utile che non vorremmo finisse qui.
Le idee sono molte, ma chi meglio dei partecipanti potrebbe darci qualche consiglio?
In occasione dell&#8217;incontro al Vinitaly abbiamo chiesto loro come vorrebbero che fosse una prossima edizione di Myfeudo, e abbiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni stiamo riflettendo su tutta l&#8217;operazione Myfeudo, che per Casa Vinicola Zonin è stata un&#8217;esperienza interessante e utile che non vorremmo finisse qui.</p>
<p>Le idee sono molte, ma chi meglio dei partecipanti potrebbe darci qualche consiglio?<br />
In occasione dell&#8217;incontro al Vinitaly abbiamo chiesto loro come vorrebbero che fosse una prossima edizione di Myfeudo, e abbiamo raccolto i loro pareri.</p>
<p><object width="640" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Kc6poWa0uMg&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Kc6poWa0uMg&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="456" height="274"></embed></object></p>
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		<title>Degustazione al Vinitaly: le impressioni dei partecipanti</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 11:08:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato scorso al Vinitaly si è svolta la tavola rotonda tra Casa Vinicola Zonin e alcuni partecipanti.
In quell&#8217;occasione, dopo la degustazione cieca di tutti i vini proposti e del vino ufficiale di Feudo Principi di Butera, abbiamo chiesto ai presenti com&#8217;è andata la loro avventura Myfeudo (perdonate il rumore di fondo, ma eliminarlo al Vinitaly [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato scorso al Vinitaly si è svolta la tavola rotonda tra Casa Vinicola Zonin e alcuni partecipanti.<br />
In quell&#8217;occasione, dopo la degustazione cieca di tutti i vini proposti e del vino ufficiale di Feudo Principi di Butera, abbiamo chiesto ai presenti com&#8217;è andata la loro avventura Myfeudo (perdonate il rumore di fondo, ma eliminarlo al Vinitaly è stato impossibile!).<br />
Ecco che cosa ci hanno risposto.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/keJpuLbA1KQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="456" height="274" src="http://www.youtube.com/v/keJpuLbA1KQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Degustare il proprio blend: soddisfazioni e sorprese</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 11:12:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[I vini di Myfeudo]]></category>
		<category><![CDATA[Le fasi del progetto]]></category>
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Gustare un vino che si è personalmente assemblato può riservare parecchie sorprese.
Sabato mattina scorso, al Vinitaly 2010, durante la degustazione a chiusura della prima fase del progetto Myfeudo, le sorprese non sono mancate. C’è stato chi non ha riconosciuto il frutto dei propri sforzi, bocciandolo a un primo assaggio, per esempio. C’è stato chi ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/zonin/sets/72157623713967941/"><img class="aligncenter" title="Il tavolo della degustazione di Myfeudo" src="http://farm3.static.flickr.com/2029/4514061801_d95c4e126c_b_d.jpg" alt="" width="301" height="201" /></a></p>
<p>Gustare un vino che si è <strong>personalmente assemblato</strong> può riservare parecchie sorprese.</p>
<p>Sabato mattina scorso, <a href="http://www.vinitaly.com" target="_blank">al Vinitaly 2010</a>, durante la degustazione a chiusura della prima fase del progetto Myfeudo, <strong>le sorprese non sono mancate</strong>. C’è stato chi non ha riconosciuto il frutto dei propri sforzi, bocciandolo a un primo assaggio, per esempio. C’è stato chi ha scoperto che anche una soluzione originale può assicurare consensi e <strong>chi ha indovinato soluzioni particolarmente gradevoli</strong>, chi più morbide, chi più speziate, chi più fresche o di struttura.</p>
<p>I blogger e gli altri partecipanti presenti <a href="http://twitter.com/stefanocaffarri/statuses/11953485974" target="_blank">hanno raccontato dell’incontro su Twitter</a> e sicuramente <strong>le impressioni sul progetto Myfeudo proseguiranno</strong> su questo blog e non solo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/zonin/sets/72157623713967941/"><img class="aligncenter" title="Stefano Caffarri, Andrea Gori, Dan Lerner e Luca Risso, partecipanti al progetto Myfeudo" src="http://farm3.static.flickr.com/2738/4514060013_1c9dd20c82_b_d.jpg" alt="" width="314" height="204" /></a></p>
<p></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/zonin/sets/72157623713967941/"><img class="aligncenter" title="I partecipanti a Myfeudo al Vinitaly 2010, con Francesco Zonin" src="http://farm5.static.flickr.com/4063/4514059239_24e5ae0bc6_b_d.jpg" alt="" width="312" height="203" /></a></p>
<p>Intanto vi lasciamo<strong> le foto della degustazione</strong>, <a href="http://www.flickr.com/photos/zonin/sets/72157623713967941" target="_blank">che potete scaricare da qui</a>, e vi sveliamo finalmente<strong> le percentuali di Symposio</strong>, il nuovo vino di Feudo Principi di Butera.</p>
<p>Sono:</p>
<p><strong>65% di Cabernet Sauvignon<br />
30% di Merlot<br />
5% di Petit Verdot</strong></p>
<p>A chiusura della degustazione, Franco Giacosa e Antonio Cufari hanno poi stabilito di non mettere in commercio il vino prima di <strong>settembre</strong>.</p>
<p><strong>Non resterà quindi che attendere qualche mese&#8230;</strong></p>
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		<title>Il nome del nuovo vino di Feudo Principi di Butera: Symposio</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 15:09:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Zonin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente ha un nome il nuovo vino del Feudo Principi di Butera realizzato da Franco Giacosa e Antonio Cufari che verrà presentato al prossimo Vinitaly 2010.
Il progetto è iniziato a gennaio con i 13 partecipanti a Myfeudo e abbiamo poi chiesto a tutti voi di votare il nome da attribuire a questo nuovo taglio bordolese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente ha un nome il nuovo vino del Feudo Principi di Butera realizzato da <a href="http://www.myfeudo.it/author/franco-giacosa/" target="_blank">Franco Giacosa</a> e <a href="http://www.myfeudo.it/author/antonio-cufari/" target="_blank">Antonio Cufari</a> che verrà presentato al prossimo Vinitaly 2010.<br />
Il progetto è iniziato a gennaio con i 13 partecipanti a Myfeudo e abbiamo poi chiesto a tutti voi di votare il nome da attribuire a questo nuovo taglio bordolese scegliendo tra Paghanus, Symposio e Krysma.</p>
<p>Con il 41% dei voti, avete deciso che <strong>si chiamerà Symposio</strong>, proprio come la pratica conviviale di greci e romani che faceva seguito al banchetto, durante la quale i commensali sorseggiavano il vino dedicandosi a intrattenimenti colti.<br />
Credo sia un&#8217;immagine che ben si adatta al nuovo nato dalle vigne siciliane del Feudo Principi di Butera.<br />
Ora non aspettiamo altro di poterlo degustare in tutte le sue sfaccettature insieme ai partecipanti di Myfeudo, in attesa di postare commenti e soprese che ne deriveranno.</p>
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		<title>Il mondo (del vino) è bello perchè è vario</title>
		<link>http://www.myfeudo.it/2010/03/il-mondo-del-vino-e-bello-perche-e-vario/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 09:11:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dan Lerner</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si fa davvero sempre più interessante partecipare a questo che ho già definito un &#8220;gioco serio&#8221;: partendo da una analisi e descrizione delle tre basi -a leggere le parole dei partecipanti- sostanzialmente omogenea, stanno emergendo risultati più variegati di quanto mi sarei aspettato. Il triangolo di Luca si sta popolando idealmente di uno sciame di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si fa davvero sempre più interessante partecipare a questo che ho <a href="http://www.myfeudo.it/2010/02/a-chi-assomiglia-il-vostro-vino-del-cuore/" target="_blank">già definito</a> un &#8220;gioco serio&#8221;: partendo da una analisi e descrizione delle tre <em>basi</em> -a leggere le parole dei partecipanti- sostanzialmente omogenea, stanno emergendo risultati più variegati di quanto mi sarei aspettato. Il <a href="http://www.myfeudo.it/2010/03/il-triangolo-si/" target="_blank">triangolo</a> di Luca si sta popolando idealmente di uno sciame di api più che di un&#8217;ordinata fila di formichine. Biodiversità?</p>
<p>Se a Luca Risso piace la geometria, io mi diletto di numeri: 8 risposte per ora, con la mia più sotto. Sommando e riportando a 100 le percentuali proposte avremmo ad oggi un blend ± 40% C.S., 30% M. e 30% P.V. che nessuno ha proposto. Non solo, 3 blend hanno dominanza di Cabernet Sauvignon, 3 dominanza Petit Verdot, 2 Merlot.  Due coppie uguali, ma se La Rosa e Gori ci dan dentro con un bel 60% di Petit Verdot, gli altri due &#8220;ex-equo&#8221; Risso e Botrè giusto un 10% soltanto, premio di consolazione per il suo nasino..! Bella cosa il vino: si conferma ogni volta che non esiste il vino <em>giusto</em>, ma quello che ti piace, che per un vino non esiste la ricetta ideale, che ognuno lo vive secondo le proprie corde.</p>
<p><strong>E sono sempre più curioso di conoscere l&#8217;assemblaggio di Symposio</strong> (il nome pare avere ormai preso il <em>volo</em>, io ho votato Krysma)<strong> per comprendere l&#8217;idea di questo assemblaggio scaturita in Cantina</strong>.</p>
<p>Io del Cabernet Sauvignon ho apprezzato la spalla acida ed i tannini evidenti ma piacevoli e del Petit Verdot la piacevolezza olfattiva assieme alla relativa magrezza, in rapporto agli altri due vini. Ho invece patito il calore del Merlot, che non sommava sufficiente complessità alla sua imponenza. Ho dunque girato lì attorno: <strong>70 CS 20 PV 10 M</strong>, poi <strong>60 CS 30 PV 10 M</strong>, un tentativo <strong>50 PV 40 CS 10 M</strong> che non mi ha convinto e un salto fino a <strong>90 CS e 10 PV</strong> che era un no. Il campione della prima sessione è stato infine un <strong>80% Cab. Sauvignon, 15% Petit Verdot, 5 % Merlot</strong> forse un po&#8217; scarico al naso ma ben impattante in bocca, che è stato in lizza fino all&#8217;ultimo, in quanto lo ritengo ancor oggi un assemblaggio che ben può rappresentare il territorio e le caratteristiche del lavoro della tenuta Principi di Butera.</p>
<p>Ma non era il &#8220;mio vino&#8221; e allora la sera dopo, da solo e senza il supporto del parere di amici assai esperti che mi avevano accompagnato nella prima sessione ho ripreso in mano il misurino dosatore e ho lavorato ancora parecchio, con l&#8217;idea del &#8220;levare&#8221; in mente.</p>
<p>Giungo alla fine, &#8220;sacrifico&#8221; anche l&#8217;ultimo 5 % di Merlot, che trovo troppo invadente: il mio blend è<strong> 60 % Cabernet Sauvignon</strong> e <strong>40 % Petit Verdot</strong>, un vino che a mio parere a partire dal colore più brillante e dalla relativa trasparenza dichiara i suoi desideri: chiaro il naso di piccoli frutti rossi e con una sua balsamicità, va verso la parte alta in bocca con una relativa spalla acida. A una prima evidenza alcolica si sommano tannini delicati che si allargano sul palato. Una buona lunghezza, ancora un ricordo di frutti rossi, ma non cotti. Semplice ma godibile, gioca le sue carte sulla freschezza e sulla bevibilità. E mi assomiglia di pù.</p>
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		<title>Il Feudo Principi di Butera, il cuore della Sicilia del vino</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 18:40:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tony Siino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La &#8220;beta&#8221; di myFEUDO, il &#8220;social wine&#8221; dei Principi di Butera, è ormai a buon punto. Ho messo da parte alcune foto dell&#8217;unboxing delle bottiglie e del cilindro graduato che abbiamo utilizzato per le percentuali del blend ma in questo post parlerò del Feudo Principi di Butera, nella mia Sicilia (a Riesi), che ho avuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La &#8220;beta&#8221; di myFEUDO, il &#8220;social wine&#8221; dei Principi di Butera, è ormai a buon punto. Ho messo da parte alcune foto dell&#8217;unboxing delle bottiglie e del cilindro graduato che abbiamo utilizzato per le percentuali del blend ma in questo post parlerò del <a title="Sito del Feudo Principi di Butera" href="http://www.feudobutera.it/" target="_blank">Feudo Principi di Butera</a>, nella mia Sicilia (a <a title="Sito del Comune di Riesi" href="http://www.comune.riesi.cl.it/" target="_blank">Riesi</a>), che ho avuto modo di visitare lo scorso maggio.</p>
<p><a title="Feudo Principi di Butera" href="http://www.feudobutera.it/" target="_blank"><img src="http://www.deeario.it/posts_images/FeudoPrincipidiButera-1.jpg" border="0" alt="Feudo Principi di Butera (Zonin)" width="400" height="300" /></a></p>
<p>Il luogo dove si producono i vini siciliani della famiglia Zonin è particolarmente suggestivo e profondamente inserito nel contesto dell&#8217;entroterra siciliano, spesso ancora incontaminato, persino &#8220;selvaggio&#8221;. Riesi ha un terreno particolare, chiaro e quasi lunare. Le vigne si estendono per 180 ettari, le uve sono coltivate in maniera meno intensiva e vengono selezionati i grappoli migliori, con una fermentazione più lunga e laboriosa nella cantina che è molto ordinata e moderna. Ho dormito in un suggestivo baglio con una chiesetta sconsacrata ora adibita a luogo per le presentazioni. Antonio Cufari, il direttore di tenuta, è stato molto paziente con me nello spiegarmi tutto ciò che ha a che fare con la produzione del vino.</p>
<p><img src="http://www.deeario.it/posts_images/FeudoPrincipidiButera-2.jpg" alt="Feudo Principi di Butera (Zonin) - Cantina" width="400" height="300" /></p>
<p>Calarmi in quel contesto nella campagna siciliana in un periodo in cui le viti crescono e non c&#8217;è troppa frenesia è stato molto piacevole. Per tutto il tempo avevo in mente un riferimento cinematografico, <em>Il profumo del mosto selvatico</em>, ambientato in una tenuta simile.</p>
<p>Se vi capita di passare da Riesi in uno dei momenti in cui le cantine si aprono al pubblico fate un salvo al Feudo Principi di Butera. <img src='http://www.myfeudo.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a title="Set citato" href="http://www.flickr.com/photos/deeario/sets/72157620081894190/" target="_blank">Foto del weekend al Feudo Principi di Butera</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Vi presento Feudo Principi di Butera</title>
		<link>http://www.myfeudo.it/2010/02/vi-presento-feudo-principi-di-butera/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 10:35:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Cufari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La tenuta Feudo Principi di Butera è situata in provincia di Caltanissetta, a un’altitudine di 300 metri sul livello del mare; ricade interamente in una zona altamente vocata per la coltivazione della vite, che è anche la zona di produzione del vino DOC Riesi.

IL CLIMA
Il clima è caldo arido, con precipitazioni concentrate nel periodo invernale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La tenuta <a href="http://www.feudobutera.it/" target="_blank">F</a><a href="http://www.feudobutera.it/" target="_blank">eudo Principi di Butera</a> è situata in provincia di Caltanissetta, a un’altitudine di 300 metri sul livello del mare; ricade interamente in una zona altamente vocata per la coltivazione della vite, che è anche la zona di produzione del vino DOC Riesi.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/zonin/2795609357/in/set-72157606942476309/" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-292" title="butera1" src="http://www.myfeudo.it/wp-content/uploads/2010/02/butera11.jpg" alt="" width="384" height="262" /></a></p>
<p><strong>IL CLIMA</strong></p>
<p><strong>Il clima è caldo arido</strong>, con <strong>precipitazioni</strong> concentrate nel periodo invernale nell’ordine di 600 mm annui (media trentennale). Nel periodo primaverile estivo, solo per pochi giorni, le precipitazioni superano come intensità i 10 mm. Le <strong>temperature medie annuali</strong> sono di 17° C, mentre nei mesi estivi si aggirano sui 23 – 24° C; in questo periodo l’altitudine aziendale fa sì che le temperature non superino i 33° C, garantendo così la piena efficienza fotosintetica delle viti.<br />
La scarsità di precipitazioni ci ha spinto a realizzare un impianto di irrigazione a goccia che permette di allevare le piante sotto stress idrico controllato. In particolare, effettuiamo la <strong>misurazione dell’umidità fogliare </strong>al fine di poter intervenire con le irrigazioni, chiamate di soccorso, poco prima dell’appassimento fogliare. Questo trattamento contribuisce a ridurre il peso medio del grappolo e a mantenere una elevata concentrazione di profumi e sapori che ritroviamo nel vino finito.</p>
<p><strong>I TERRENI</strong></p>
<p>I terreni sono costituiti in superficie da marne (rocce sedimentarie) biancastre inglobanti argille e  pietre arenarie silicee. Si tratta di suoli difficili per la presenza di calcare attivo ma, proprio per questo, risultano essere eccellenti per la coltivazione della vite, la cui riduzione di vigore favorisce l’elevata qualità dell’uva e del vino.</p>
<p><strong>IL VIGNETO</strong></p>
<p>Le viti sono allevate<strong> a cordone speronato e guyot</strong> con una densità di 4850 ceppi a ettaro. Gli impianti sono impalcati a una altezza di <strong>70 cm dal suolo</strong>, mentre la parete vegetale ha uno<strong> sviluppo in altezza di circa 130 cm</strong>, garantendo così una superficie fogliare di circa 2,5 mq per pianta. La gestione del vigneto è mirata all’ottimizzazione dell’assorbimento dell’energia luminosa, al mantenimento dell’efficienza dell’apparato fogliare della vite, alla ricerca del corretto equilibrio vegeto-produttivo della vite per garantire una elevata qualità dei vini prodotti.</p>
<p>Le varietà coltivate sono: Cabernet Sauvignon, Merlot, Nero D’Avola, Syrah, Petit Verdot, Chardonnay e Insolia.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Vendemmia 2007 al Feudo Principi di Butera</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 10:58:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Giacosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Feudo Principi di Butera]]></category>
		<category><![CDATA[Informazioni tecniche]]></category>
		<category><![CDATA[Le fasi del progetto]]></category>
		<category><![CDATA[2007]]></category>
		<category><![CDATA[butera]]></category>
		<category><![CDATA[casa vinicola zonin]]></category>
		<category><![CDATA[myfeudo]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[vendemmia]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima di iniziare le vostre riflessioni attraverso le quali andrete a costituire i vostri blend, vi racconto com&#8217;è andata la vendemmia del 2007, da cui sono nati il Merlot, il Cabernet e il Petit Verdot che riceverete.
Dopo le abbondanti piogge dei primi giorni di maggio, molto benefiche per la ricostituzione delle riserve idriche dei terreni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di iniziare le vostre riflessioni attraverso le quali andrete a costituire i vostri blend, vi racconto com&#8217;è andata la vendemmia del 2007, da cui sono nati il Merlot, il Cabernet e il Petit Verdot che riceverete.</p>
<p>Dopo le <strong>abbondanti piogge dei primi giorni di maggio</strong>, molto benefiche per la ricostituzione delle riserve idriche dei terreni, la vite ha sviluppato un&#8217;ottima vegetazione.<br />
Lo stesso <strong>Merlot</strong> che si era presentato poco rigoglioso ha recuperato benissimo, facendoci aumentare la fiducia per un&#8217;annata favorevole e risollevandoci il morale.</p>
<p>Le preoccupazioni e le ansie sono tornate il <strong>25 giugno</strong>, quando un&#8217;<strong>ondata di caldo scirocco</strong> colpì la Sicilia.<br />
Le temperature diurne avevano raggiunto anche i 40° C causando addirittura qualche incendio in alcune colline non molto distanti.<br />
Temevamo che le foglie potessero cominciare ad accartocciarsi ma, fortunatamente, vuoi per le buone riserve idriche del sottosuolo del Feudo, vuoi per le temperature notturne che si abbassavano sensibilmente per il gioco delle benefiche brezze, non registrammo alcun danno.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/zonin/2796544206/in/set-72157606942476309/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-213 aligncenter" title="vendemmia" src="http://www.myfeudo.it/wp-content/uploads/2010/01/vendemmia.jpg" alt="" width="374" height="280" /></a></p>
<p>Stavamo quasi per cantar vittoria quando <strong>un&#8217;altra ondata di scirocco</strong> si è abbattuta sull&#8217;isola sottoponendo le piante ad un notevole stress idrico ed un rallentamento della funzione clorofilliana proprio in piena fase di maturazione delle uve.<br />
Temevamo un blocco fisiologico sopratutto dei Merlot ma anche questa volta, grazie alla posizione collinare dei vigneti (chi è venuto a visitarci si è reso conto del clima veramente unico del Feudo e più di qualche volta abbiamo mangiato nelle sere d&#8217;agosto con un maglioncino) ed il periodo non eccessivamente lungo del caldo africano (e qualche preghiera!), <strong>le viti hanno superato di buon grado lo stress da caldo </strong>e hanno continunuato ad accumulare zuccheri e aromi addolcendo i tannini severi sopratutto del Cabernet Sauvignon.</p>
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		<title>Perché non fare il passo oltre?</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 14:12:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Zonin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetto]]></category>
		<category><![CDATA[confronto]]></category>
		<category><![CDATA[degustazione]]></category>
		<category><![CDATA[Feudo Principi di Butera]]></category>
		<category><![CDATA[intravino]]></category>
		<category><![CDATA[myfeudo]]></category>
		<category><![CDATA[vinitaly]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Il lancio di Myfeudo ha generato in pochi giorni molte conversazioni in rete, sui blog e i social network degli appassionati di vino.
Nei commenti alla discussione nata fra le pagine di Intravino ho pubblicato una mia riflessione che, su consiglio di Antonio Tomacelli, riporto qui anche in questo blog.
Credo spieghi bene l’idea di “Myfeudo”: volevo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il lancio di Myfeudo ha generato in pochi giorni <strong>molte conversazioni in rete</strong>, sui blog e i social network degli appassionati di vino.</p>
<p>Nei commenti alla <strong>discussione</strong> nata <a href="http://www.intravino.com/primo-piano/my-feudo-di-zonin-e-il-primo-vino-open-source-o-la-prima-idiozia-del-decennio/" target="_blank">fra le pagine di Intravino</a> ho pubblicato <a href="http://www.intravino.com/primo-piano/my-feudo-di-zonin-e-il-primo-vino-open-source-o-la-prima-idiozia-del-decennio/#comment-6627" target="_blank">una mia riflessione</a> che, su <a href="http://www.intravino.com/primo-piano/my-feudo-di-zonin-e-il-primo-vino-open-source-o-la-prima-idiozia-del-decennio/#comment-6649" target="_blank">consiglio</a> di <a href="http://www.antoniotomacelli.it/" target="_blank">Antonio Tomacelli</a>, riporto qui anche in questo blog.</p>
<p>Credo spieghi bene <strong>l’idea di “Myfeudo”</strong>: volevo condividerla con voi.</p>
<p>“<em>[...] Faccio una premessa innanzitutto per “quantificare” l’impatto commerciale di Myfeudo e fugare eventuali dubbi: parliamo di 6000 bottiglie in un’azienda che conta 160 ettari a vigna… Pochine per determinare le sorti della nostra tenuta. Seconda premessa per chiarire: il vino si sta già affinando in bottiglia (quindi l’eventuale flop sarà colpa nostra), ed è proprio da questo spunto che è nata l’idea Myfeudo.<br />
</em></p>
<p><em>Piccolo riassunto di come nasce l’idea (non siamo così furbi come credete). L’ho detto spesso, ho la fortuna di lavorare in un’azienda nella quale è difficile stufarsi (stancarsi sì, stufarsi mai!) perché ogni giorno c’è sempre qualche novità, che venga dal Friuli, dalla Maremma o dalla Sicilia. Uno dei momenti più interessanti, anche dal punto di vista commerciale, sono le riunioni in sala degustazione (2 o 3 al mese) in cui degustiamo, alla cieca, di tutto: vini nostri e della concorrenza nazionale ed internazionale in ogni posizionamento del mercato. Per noi è fondamentale, perché il mercato va conosciuto nella sua interezza, clienti e produttori. In queste riunioni ogni tanto il tema è “il taglio definitivo” durante le quali la direzione tecnica propone a noi “commerciali” (la cadenza è un po’ dispregiativa…) i 4/5 tagli per cominciare la discussione e scegliere poi quello finale. Di solito i partecipanti sono 4/5 enologi, 4/5 commerciali tra Italia ed Estero, io e mio fratello Domenico che si occupa di produzione.<br />
</em></p>
<p><em>Da qui l’idea: perché non aprire questa tavola rotonda anche ad altri? Lo abbiamo sempre fatto, ma quasi per sbaglio tirando dentro in sala degustazione il primo agente o cliente che passava per i nostri corridoi. Ma poi nessun feedback, nessun follow up, nessuna continuità tra un anno e l’altro. Gli impedimenti per questo tipo di operazioni erano sostanzialmente due: uno mentale del produttore, uno logistico/pratico. Difficile mettere insieme 15 persone rappresentative, da tutta Italia, e costoso poter tener traccia dei commenti di tutti. Beh, Internet ci da la possibilità di abbattere il secondo impedimento. Per il primo basta che il produttore faccia un passo indietro e investa “nell’ascolto”. È vero che degustare da delle bottiglie spedite non è lo stesso che farlo in cantina, penseremo a come colmare anche questo gap. Intanto ci sembrava un buon primo passo. E se le bottiglie spedite non bastassero a farvi un’opinione ve ne mandiamo un’altra cassa, eh…<br />
</em></p>
<p><em>Tutto qui, né più né meno. Il risultato di Myfeudo 2010 spero sia quello di dare indicazioni molto precise alla direzione tecnica per il futuro di questo vino in particolare e per l’evoluzione del gusto dei consumatori in generale. Come già detto prima, in commercio andrà il vino già deciso da Franco Giacosa e Antonio Cufari (anche perché al massimo avremmo accontentato un solo consumatore, il vincitore… mercato troppo piccolo!), ma la discussione dovrà gettare le basi per il miglioramento qualitativo di questo vino che passerà necessariamente attraverso il lavoro in vigna. Sarà un processo lungo, perché le variazioni si fanno di anno in anno, di vendemmia in vendemmia, ma mi piace l’idea che la direzione tecnica possa confrontarsi, anche a muso duro, con i consumatori. Noi produttori siamo troppo barricati dietro i cancelli delle nostre aziende. Quest’anno lanciamo l’annata 2007, per il taglio 2008 mi piacerebbe ci fossero già indicazioni chiare da condividere con gli enologi e da questo Vinitaly alcune indicazioni da dare in vigna per la vendemmia 2010. Vedete quanto lunghi sono i tempi, per questo più precisi e puntuali siamo (e più commenti avremo, nel bene e nel male), prima si potrà riscontrare nel bicchiere quanto discuteremo dentro le 4 mura delle nostre e vostre degustazioni.<br />
</em></p>
<p><em>E’ difficile per un produttore spiegare le dinamiche proprie dell’azienda, spesso l’imprenditore stesso impiega anni per comprenderle. Non voglio tediare nessuno con le nostre dinamiche ma sono fermamente ed assolutamente convinto di una cosa: più i nostri enologi parlano con i consumatori, più ne guadagna la qualità dei vini! Sta a noi creare queste opportunità di dialogo, e prima avvengono gli incontri all’interno del “ciclo di vita” di un vino, più credo ne beneficeremo in termini di indicazioni chiave. Da qui Myfeudo.<br />
</em></p>
<p><em>Ovvio che posso anche sbagliarmi e potrebbe scaturirne il caos, ma come dicevo prima ho la fortuna di lavorare in un’azienda magnifica che mi ha messo a disposizione 6000 bottiglie di un cru per questo test. Se sbaglio il danno sarà limitato. Quindi, perché non rischiare? Perché non provarci? Perché non fare il passo oltre? Credo faccia parte dell’anima dell’imprenditore.<br />
</em></p>
<p><em> Mi sono dilungato forse troppo e spero di non aver annoiato nessuno. A ciascuno di voi le proprie considerazioni, sarò qui a leggerle ed apprezzarle tutte, se non altro per il tempo che vorrete dedicare loro</em>”.</p>
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		<title>Il kit di &#8220;Myfeudo&#8221; in viaggio</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 11:34:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Zonin</dc:creator>
				<category><![CDATA[I vini di Myfeudo]]></category>
		<category><![CDATA[Le fasi del progetto]]></category>
		<category><![CDATA[butera]]></category>
		<category><![CDATA[Feudo Principi di Butera]]></category>
		<category><![CDATA[myfeudo]]></category>
		<category><![CDATA[partecipanti]]></category>
		<category><![CDATA[vini]]></category>

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		<description><![CDATA[Myfeudo entra nel vivo: questa mattina abbiamo spedito ai tredici partecipanti al progetto, i kit di assemblaggio per iniziare a sperimentare con le campionature dei cru di Merlot, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot.

Come sapete abbiamo chiesto ad alcuni esperti del mondo vinicolo di creare un proprio personale blend partendo dalle stesse uve che daranno vita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Myfeudo entra nel vivo: questa mattina abbiamo spedito ai tredici partecipanti al progetto, i<strong> kit di assemblaggio</strong> per iniziare a sperimentare con le campionature dei cru di Merlot, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.myfeudo.it/wp-content/uploads/2010/01/foto-kit-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-250 aligncenter" title="foto kit 1" src="http://www.myfeudo.it/wp-content/uploads/2010/01/foto-kit-1-300x275.jpg" alt="" width="300" height="275" /></a></p>
<p><a href="http://www.myfeudo.it/il-progetto/" target="_blank">Come sapete</a> abbiamo chiesto ad alcuni esperti del mondo vinicolo di <strong>creare un proprio personale blend partendo dalle stesse uve che daranno vita al nuovo vino del Feudo Principi di Butera</strong>, voluto da Franco Giacosa e Antonio Cufari e battezzato, in attesa che un sondaggio su queste pagine ne scelga il vero nome finale, “Myfeudo”.</p>
<p>Credo sarà interessante e divertente, in vista dell’imbottigliamento che avverrà a marzo, confrontarsi già qui nel blog sulle diverse soluzioni ricercate e testate da ogni esperto nel corso delle settimane.</p>
<p>Cari partecipanti&#8230; se volete arricchire le vostre prove &#8220;Myfeudo&#8221; degustando con altri amici o in caso la campionatura spedita non bastasse, potete chiedermi ulteriori campioni via e-mail, scrivendo a blog@zonin.it. Ve le mandiamo volentieri!</p>
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