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	<title>MyFeudo &#187; petit verdot</title>
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	<description>Il primo vino open source</description>
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		<title>My Feudo: la mia sintesi</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 09:13:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[I vini di Myfeudo]]></category>
		<category><![CDATA[Progetto]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco infine tutti i blend inseriti dentro il triangolo delle composizioni. Suppongo che nessuno griderà al miracolo, ma qualche cosa di interessante a mio avviso viene fuori.

Ricapitolando, il triangolo ha ai vertici le composizioni pure monovarietali 100% Cabernet, Merlot e Petit Verdot in senso orario.
Ogni retta parallela a un lato del triangolo intersecando gli altri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco infine tutti i blend inseriti dentro il triangolo delle composizioni. Suppongo che nessuno griderà al miracolo, ma qualche cosa di interessante a mio avviso viene fuori.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.myfeudo.it/wp-content/uploads/2010/03/Triangolo2.jpg"><img class="size-full wp-image-551 aligncenter" title="Triangolo2" src="http://www.myfeudo.it/wp-content/uploads/2010/03/Triangolo2.jpg" alt="" width="410" height="398" /></a></p>
<p>Ricapitolando, il triangolo ha ai vertici le composizioni pure monovarietali 100% Cabernet, Merlot e Petit Verdot in senso orario.</p>
<p>Ogni retta parallela a un lato del triangolo intersecando gli altri due identifica la percentuale del vitigno al vertice opposto.</p>
<p>In questo modo le due rette rosse rappresentate in figura da sinistra a destra identificano tutte le composizioni con il 15% ed il 50% di Petit Verdot rispettivamente.</p>
<p>Come si vede i partecipanti a Myfeudo si sono spaccati abbastanza nettamente tra coloro che hanno limitato la quantità di Petit Verdot sotto il 15%, e coloro che ne hanno impiegato almeno il 50%. Fa eccezione la composizione di Dan Lerner, che ha addirittura escluso un vitigno (il merlot) proponendo un blend bifasico 60% Cabernet e 40% Petit Verdot.  Curioso è stato il fatto che nel gruppo sotto il 15% di Petit Verdot, ben tre partecipanti abbiano proposto lo stesso blend 60% Cabernet, 30% Merlot e 10% Petit Verdot, mentre nel gruppo sopra il 50% di Petiti Verdot, due abbiano proposto lo stesso blend  20% Cabernet, 20% Merlot e 60% Petit Verdot.</p>
<p>Molto meno netta è stata la scelta tra Cabernet e Merlot, che a parte il blend di Jacopo Cossater che ha usato solo il 5% di Merlot, e quello già citato di Dan Lerner che non ne ha usato affatto, sono risultati essere compresi tra il 20% e il 65% in modo abbastanza uniformemente distribuito.</p>
<p>La mia impressione è che Cabernet e Merlot si siano (se ce n&#8217;era bisogno) dimostrati due vitigni davvero complementari, diversi eppur miscelabili a piacere senza che mai le caratteristiche della loro unione cambino bruscamente o imprevedibilmente. Un passaggio graduale e monotòno dalla dolcezza del Merlot all&#8217;austerità del Cabernet.</p>
<p>Chi ha rotto le uova nel paniere è stato invece il Petit Verdot, capace di stravolgere un blend in modo discontinuo, ora imponendosi con le sue note speziate, ora nascondendosi dietro i tannini del Cabernet o la rotondità del Merlot. E&#8217; stato quindi abbastanza naturale che venissero fuori due interpretazioni diverse basate sulla percezione prevalente o appena accennata di questo vitigno.</p>
<p>Non resta che conoscere il blend ufficiale My Feudo, quello cioè selezionato da coloro per i quali questa scelta non è stata affatto un gioco!</p>
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		<title>Myfeudo, l&#8217;unboxing e le mie percentuali</title>
		<link>http://www.myfeudo.it/2010/04/myfeudo-lunboxing-e-le-mie-percentuali/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 07:37:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tony Siino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mio blend Myfeudo]]></category>
		<category><![CDATA[cabernet sauvignon]]></category>
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		<description><![CDATA[Come promesso nel precedente post vi mostro alcune foto della scatola del kit di myFEUDO. Conteneva le bottiglie di Merlot, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot, un cilindro graduato e una lettera di accompagnamento con alcuni suggerimenti di Franco Giacosa.



Da semi-profano ho gradito le indicazioni e le precisazioni sul fatto che i vini, presi dalla botte, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come promesso nel precedente post vi mostro alcune foto della scatola del kit di myFEUDO. Conteneva le bottiglie di Merlot, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot, un cilindro graduato e una lettera di accompagnamento con alcuni suggerimenti di Franco Giacosa.</p>
<p><img src="http://www.deeario.it/posts_images/unboxingmyFEUDO_1.jpg" alt="La scatola di myFEUDO" width="400" height="300" /></p>
<p><img src="http://www.deeario.it/posts_images/unboxingmyFEUDO_2.jpg" alt="La lettera di accompagnamento di myFEUDO" width="400" height="300" /></p>
<p><img src="http://www.deeario.it/posts_images/unboxingmyFEUDO_3.jpg" alt="I vini e il cilindro graduato di myFEUDO" width="400" height="300" /></p>
<p>Da semi-profano ho gradito le indicazioni e le precisazioni sul fatto che i vini, presi dalla botte, non fossero né filtrati né stabilizzati e il fatto che non si desse nulla per scontato.</p>
<p>Ho fatto un po&#8217; di test per concludere con queste percentuali:<br />
Merlot 60%<br />
Cabernet Sauvignon 25%<br />
Petit Verdot 15%.</p>
<p>Mi fa piacere notare che, viste le percentuali simili, potrei gustarlo con <a title="Scheda di Adua Villa" href="http://www.myfeudo.it/author/adua-villa/">Adua</a>. <img src='http://www.myfeudo.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>100% Siciliano</title>
		<link>http://www.myfeudo.it/2010/03/100-siciliano/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 13:57:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Lucantoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mio blend Myfeudo]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho scelto il mio blend tra dieci differenti bicchieri, selezionati allungando l’occhio sui nostri cugini d’oltralpe, basandomi sulle mie degustazioni dei vitigni base e soprattutto provando a fare bizzarri tentativi per divertirmi il più possibile.
Da questo è nata principalmente una bella serata, fatta di buone bevute e divertenti alchimie, ed un blend, a mio avviso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho scelto il mio blend tra dieci differenti bicchieri, selezionati allungando l’occhio sui nostri cugini d’oltralpe, basandomi sulle mie degustazioni dei vitigni base e soprattutto provando a fare bizzarri tentativi per divertirmi il più possibile.</p>
<p>Da questo è nata principalmente <strong>una bella serata, fatta di buone bevute e divertenti alchimie</strong>, ed un blend, a mio avviso interessante, composto da<strong> un 60% di Cabernet Sauvignon, un 30% di Merlot e un 10% di Petit Verdot</strong>. Il risultato mi è sembrato il più intrigante al naso ed il più equilibrato, piacevole ed elegante al gusto tra tutti quelli provati. <strong>Un blend di vini internazionali uniti per creare un vino di carattere 100% siciliano</strong>.</p>
<p>Sarà divertente assaggiare le prove degli altri partecipanti e individuare quale avrà i maggiori consensi. Sono impaziente di degustarli insieme. Ci vediamo a Verona!</p>
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		<title>La mia risposta definitiva è&#8230;</title>
		<link>http://www.myfeudo.it/2010/03/la-mia-risposta-definitiva-e/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 08:23:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assemblaggio del blend]]></category>
		<category><![CDATA[Progetto]]></category>
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		<description><![CDATA[Petit verdot
Di primo acchito ti entusiasma subito: balsamico e tonico, ti si insinua su per il naso e non ti rendi bene conto cosa sia. Poi leggi petit verdot e capisci che è proprio il suo essere così &#8220;diverso&#8221; a colpirti. In bocca senti che forse manca di polpa e mordente e non dura quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Petit verdot</strong><br />
Di primo acchito ti entusiasma subito: balsamico e tonico, ti si insinua su per il naso e non ti rendi bene conto cosa sia. Poi leggi petit verdot e capisci che è proprio il suo essere così &#8220;diverso&#8221; a colpirti. In bocca senti che forse manca di polpa e mordente e non dura quanto vorresti. Però la piacevolezza è assicurata, sia al naso che in bocca.</p>
<p><strong>Cabernet sauvignon</strong><br />
Sempre il solito cab, anche se in Sicilia perde un po&#8217; di eleganza in favore di una paurosa ricchezza di frutto. Maturazione ottima senza esagerare, in bocca ha una bella acidità e un tannino che si lascia ricordare piacevolmente. Note tra la ciliegia, il lillà, il mirto e la carruba. Mi piace anche da solo.</p>
<p><strong>Merlot</strong><br />
Piacione come di rigore, bel cassis, frutta di bosco, amarena e un po&#8217; di mirra, tostature leggere e accattivanti. Soprattutto si fa notare per una alcolicità appena esuberante che (marca la beva? e) ha bisogno proprio di una &#8220;regolata&#8221; per funzionare nel blend. In bocca è piacione, ma il tannino e la freschezza non mancano.</p>
<p>Senza la pratica, direi che la spina dorsale dovrebbe essere proprio il cab, avendo cura il più possibile di preservare l&#8217;aromaticità del petit verdot che potrebbe essere una delle carti vincenti di questo vino.</p>
<p>30 30 30<br />
conviene sempre provarla così per vedere un pò&#8230;<br />
Al naso il pv rimane prevalente, l&#8217;effetto è molto mediterraneo e sontuoso, molto ricco e variegato, non elegantissimo ma divertente da leggere come le tre varietà interagiscono senza perdere la propria identità fino in fondo. In bocca però il vino asciuga un pò e al contempo la componente alcolica si sente, il finale è un pò corto e la polposità immaginata al naso non si rivela appieno in bocca.</p>
<p>50 cab 50 merlot<br />
bel balsamico, piuttosto affilato senza stonare, bocca rimane dritta grazie al cab, risultando abbastanza maschile e forte. bocca niente male la persistenza del cab si addolcisce appena ma il vino rimane composto. Forse a risentirlo il naso non potrebbe essere più ricco ma con la beva ci siamo forse</p>
<p>50 pv 25 merlot 25 cab<br />
naso di slancio e ricco, tra i migliori, mediterraneo e fiorito senza essere troppo fruttatone. Bocca sapida e dinamica, finale leggero senza sbavature. Non dà l&#8217;idea di un vino importantissimo ma molto bevibile e piuttosto insolito. Siciliano ma non troppo, ecco. Magari morde un pò di tannino e acidità ma con i piatti giusti&#8230;</p>
<p>70 cab 15 pv 15 merlot<br />
naso un pò muto, viene fuori un verdognolo strano, bocca equilibrata ma con poco mordente. però il cabernet lo mette bene in ordine tutto sommato</p>
<p>50 merlot 50 pv<br />
naso esplosivo quasi eccessivo, un pò innaturale ma piacevole. In bocca però pare troppo bibita e poco vino. MAgari servito un pò fresco e con abbinamenti light potrebbe quasi funzionare.</p>
<p>50 cab e 50 pv<br />
naso molto composto ma espressivo a metà tra il balsamico e la frutta in confettura, molto ma molto affascinante.<br />
bocca molto piacevole, non pienissima ma persistente con finale di caramella alla frutta di bosco e succo di mirtillo.</p>
<p>70 pv 15 merlot 15 cab<br />
naso prende un pò di legno segatura, però il bosco si sente con un pò di resina e caramella d&#8217;orzo, bocca niente male con un bel grip e finale accattivante appena appena solo un pò corto</p>
<p>ritocchiamo ed ecco il risultato finale:</p>
<p><strong>60 pv 20 merlot 20 cab</strong><br />
Rispetto a sopra, perde poco di naso ma acquista quel filo di lunghezza in più che mancava a renderlo il MY feudo&#8230;</p>
<p>E ora speriamo che piaccia&#8230; <img src='http://www.myfeudo.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tutti i tagli per arrivare al mio blend</title>
		<link>http://www.myfeudo.it/2010/03/tutti-i-tagli-per-arrivare-al-mio-blend/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 16:14:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franz Botré</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assemblaggio del blend]]></category>
		<category><![CDATA[Progetto]]></category>
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		<category><![CDATA[cabernet sauvignon]]></category>
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		<description><![CDATA[[Prosegue da qui]
Procedo ai tagli:
Taglio 1: i tre vini in parti uguali
All’olfatto ha tendenza morbida sembra prevalere il merlot…
Buona grinta al palato con finale morbido, buona persistenza e tannini che asciugano sottili
Taglio 2: cabernet 40 – petit verdot 40 – merlot 20
Tra tutti mi sembra guadagnare in complessità olfattiva, palato di maggior sciuoltezza all’allungo più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[<a href="http://www.myfeudo.it/2010/03/la-speranza-di-vedere-scompaginate-le-aspettative/" target="_blank">Prosegue da qui</a>]</p>
<p>Procedo ai tagli:</p>
<p><strong>Taglio 1</strong>: i tre vini in parti uguali<br />
All’olfatto ha tendenza morbida sembra prevalere il merlot…<br />
Buona grinta al palato con finale morbido, buona persistenza e tannini che asciugano sottili</p>
<p><strong>Taglio 2</strong>: cabernet 40 – petit verdot 40 – merlot 20<br />
Tra tutti mi sembra guadagnare in complessità olfattiva, palato di maggior sciuoltezza all’allungo più sottile però, meno densità e concentrazione ma bella persistenza e profondità</p>
<p><strong>Taglio 3</strong>: cabernet 80- petit verdot 10- merlot 10<br />
Maggiore coesione ma manca, a mio gusto, uno slancio più verticale… palato di buona compattezza e rotondità, paga appena in rotondità rispetto all’1 ma ha più carattere e profondità</p>
<p><strong>Taglio 4</strong>: petit verdot 80- cabernet 10- merlot 10<br />
Molto fresco e teso il naso, manca una quota di densità e complessità… palato dai tannini più aggressivi ma pure con lo sviluppo alla persistenza profondo e croccante, chiusura di liquirizia, tannini lievemente asciuganti.</p>
<p><strong>Taglio 5</strong>: merlot 80  – cabernet 10  – petit verdot 10<br />
Frutto maturo densità e complessità… palato ampio largo non troppo complesso e profondo all’allungo</p>
<p><strong>Taglio 6</strong>: merlot 50 – petit verdot 30  – cabernet 20<br />
Densità, rotondità… palato di buon succo con allungo denso di bella complessità e ricchezza</p>
<p><strong>Taglio 7</strong>: merlot 45- cabernet 45 – petit verdot 10<br />
Emerge il cabernet, al naso e anche al palato, che sembra più sul suo tannino che su quello del merlot</p>
<p>Mi sono concesso una pausa di riflessione.<br />
L’idea che emerge è quella che non sia semplice trovare a questo punto<strong> il giusto equilibrio tra la densità offerta dal Merlot e la maggiore profondità e tempra che porta il Cabernet, il Petit Verdot mi sembra utile a smorzare il calore del finale del Merlot ma manca di quell’accento di maggiore complessità</strong>. Procedo allora ad un’altra serie di tagli, finendo col dare più peso a Merlot e Cabernet.</p>
<p>Gli <strong>ultimi tagli </strong>su cui mi concentro:</p>
<p><strong>Cabernet 45 &#8211; merlot 40 &#8211; petit verdot 15</strong></p>
<p>Attacco morbido bei profumi buona integrazione tra tannini e polpa, appena austero, buona profondità e ricca persistenza di bella concentrazione ma che si sviluppa con buona progressione gustativa.</p>
<p><strong>Cabernet 60 &#8211; merlot 30 &#8211; petit verdot 10</strong></p>
<p>Più scioltezza all’allungo bella complessità olfattiva buon calore mediterraneo ben smorzato dai tannini… lunga persistenza:  è quello che prediligo.<br />
Dopo una mattinata di incroci tra pesi e misure approdo ad un’idea di taglio assai prossima a quella pronosticata prima di procedere agli assaggi.  Ne sono divertito e soddisfatto.</p>
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		<title>I tre vitigni e la Sicilia</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 16:10:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adua Villa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assemblaggio del blend]]></category>
		<category><![CDATA[Progetto]]></category>
		<category><![CDATA[adua villa]]></category>
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		<category><![CDATA[vini]]></category>
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		<description><![CDATA[La Sicilia è una terra piena di contraddizioni, ma le condizioni naturali per la produzione di vino non potrebbero essere migliori: lunghe ore di sole, clima caldo e secco e le scarse precipitazioni assicurano l&#8217;optimum per la maturazione dell&#8217;uva.
E&#8217; così divertente e affascinante partecipare alla creazione di un blend tramite analisi di uve interessanti come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Sicilia è una terra piena di contraddizioni</strong>, ma le condizioni naturali per la produzione di vino non potrebbero essere migliori: lunghe ore di sole, clima caldo e secco e le scarse precipitazioni assicurano l&#8217;optimum per la maturazione dell&#8217;uva.</p>
<p>E&#8217; così divertente e affascinante partecipare alla creazione di un blend tramite analisi di <strong>uve interessanti come il Merlot e il Cabernet Sauvignon </strong>che danno vita ai più prestigiosi vini della Gironda. Tali vitigni, in terra sicula, hanno trovato meravigliose condizioni ambientali. In particolare questi Merlot e Cabernet Sauvignon annata 2007 presentano dei buoni estratti e grado alcolometrico, che invitano ad una degustazione particolarmente attenta. Le sensazioni floreali e fruttate sono maggiormente incisive di quelle &#8220;verdi&#8221;, anche se alla gustativa sono da rivedere soprattutto per il Cabernet (ma sono campioni!).</p>
<p>Fin qui tutto bene, con le percentuali dei vini si riesce a &#8220;giocare&#8221; ottimamente, ove l&#8217;uno è sostenitore dell&#8217;altro, ma nel momento in cui entra in gioco il <strong>Petit Verdot </strong>devo un po’ riassemblare il tutto in relazione alle percentuali stesse. Questo ultimo vitigno, che nasce nelle pianure più umide del Medoc, qui in Sicilia ha trovato una stupenda terra di adozione considerando il terreno calcareo ed essendo soprattutto un&#8217;isola abbracciata da venti caldi, vista la maturazione tardiva di questa pianta. Le sue note speziate, la sua freschezza, tutti fattori che mi inducono a riflettere, soprattutto in confronto al Cabernet, e nel momento in cui vedo i numeri che sto usando, penso: &#8220;Chissà come mi sarei comportata nei confronti delle percentuali in un blend con lo Shiraz&#8221;.</p>
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		<title>Bordeaux insegna, blend eseguito…</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 10:44:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Reitano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assemblaggio del blend]]></category>
		<category><![CDATA[Le fasi del progetto]]></category>
		<category><![CDATA[blend]]></category>
		<category><![CDATA[cabernet sauvignon]]></category>
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		<description><![CDATA[Ok, siamo in Sicilia ma, menzionare la famigerata produzione francese è d’obbligo.
Bordeaux è territorio di riferimento per le varietà in esame, Merlot, Cabernet Sauvignon, Petit Verdot, ed è li che i miei sensi hanno catalogato e registrato le caratteristiche peculiari rappresentative di ognuna di queste tipologie.
La mia prova è cominciata con l’esame attento di ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ok, siamo in Sicilia ma, menzionare la famigerata produzione francese è d’obbligo.</p>
<p>Bordeaux è territorio di riferimento per le varietà in esame, Merlot, Cabernet Sauvignon, Petit Verdot, ed è li che i miei sensi hanno catalogato e registrato le caratteristiche peculiari rappresentative di ognuna di queste tipologie.</p>
<p>La mia prova è cominciata con l’esame attento di ogni singolo campione.</p>
<p>Il <strong>Petit Verdot</strong>, fresco, acidulo, amarognolo, verdino e corto nel finale: insomma, un Petit Verdot da manuale.</p>
<p>Il <strong>Cabernet Sauvignon</strong>, morbido, caldo, naturalmente dolce, con pochi muscoli e piacevolmente selvaggio: insomma, un Cabernet Sauvignon siciliano.</p>
<p>Il <strong>Merlot</strong>: è quello che soffre di più al momento, mostrando un’intensa riduzione, sintomo di concentrazione e gioventù sfrenata. Si avverte l’elaborazione in legno ma senza disturbo. I tannini mostrano una forza da territoro più nordico e sostengono una struttura complessa e piena, di qualità superiore. E’ molto buono e stupisce per la grande reattività gustativa: sarà per me questo la base del blend.</p>
<p>Grazie al misurino presente nel kit ho eseguito molteplici prove fino a trovare nel blend numero 13 quello più soddisfacente (forse fortunato?….).</p>
<p>Nel “myfeudo”  ho cercato l’equilibrio delle sensazioni olfattive: freschezza ma non pungenza, note vegetali ma anche piacevolmente dolci, omogeneità. In bocca ho voluto conservare la forza dinamica del merlot, affiancandola alla piacevole morbidezza e dolcezza del Cabernet Sauvignon che, forse più degli altri in questa cuvée, mostra un timbro territoriale.</p>
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		<title>La speranza di vedere scompaginate le aspettative</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 09:06:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franz Botré</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le prime riflessioni sono puntate al tipo di vino che vorrei assemblare: un vino elegante, di nobile stoffa, in grado di evolvere nel tempo. Prima ancora di stappare i tre campioni, leggendo le schede allegate ho iniziato a fare qualche considerazione su cosa attendermi. Mi soffermo sulle rese per ettaro e sui tempi di macerazione. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le prime riflessioni sono puntate al <strong>tipo di vino che vorrei assemblare: un vino elegante, di nobile stoffa, in grado di evolvere nel tempo</strong>. Prima ancora di stappare i tre campioni, leggendo le schede allegate ho iniziato a fare qualche considerazione su cosa attendermi. Mi soffermo sulle <strong>rese per ettaro </strong>e sui <strong>tempi di macerazione</strong>. Pur non sapendo quali possano essere i diversi cloni coinvolti, rispetto alla resa, la sensibile differenza tra Cabernet e Merlot, da una parte, e Petit Verdot, dall’altra, mi suggerivano una concentrazione maggiore nei primi due campioni. Invece, i tempi di macerazione più lunghi per il Cabernet mi davano l’idea che da quest’uva l’estrazione più importante fosse una scelta dettata da una sua migliore e più piena maturità rispetto alle altre due, nonché da una sua più provata attitudine al maggior contatto tra mosto e bucce. Le somme che ho tirato a bottiglie ancora chiuse erano allora queste: il Cabernet, che dovrebbe avere più ruvidità ma pure più stoffa, lo immagino come il cardine base della cuvée, augurandomi di trovare nel Merlot quella quota di morbidezza che ne smussi gli spigoli e nel Petit Verdot quel suo proverbiale slancio di profumi più verticali e di nerbo gustativo che arricchiscano la trama del vino. Insomma, il più classico dei tagli bordolesi.<br />
<strong> La speranza è però anche quella di vedere almeno in parte scompaginate queste aspettative</strong>, per creare un vino che all’eleganza aggiunga l’indispensabile tocco di originalità, di imprevedibilità.</p>
<p><strong>Ho bendato le bottiglie numerandole al fine di non essere troppo condizionato da questa idea di partenza</strong>. Una volta scoperte, compiacendomene, ho trovato più conferme che smentite, forse mi attendevo qualcosa di più dal Petit Verdot, invece Merlot e Cabernet sono, già in purezza, molto buoni.<br />
Riporto gli appunti così come li ho scritti direttamente sul portatile.</p>
<p><strong>Merlot</strong><br />
Aperto, ricco con note di frutti scuri e lievi sensazioni di spezie dolci e bella rotondità, sostenuta da una giusta quota di freschezza, spigliato… anche dopo minuti di ossigenazione mi conferma al naso la sua propensione alla morbidezza. Palato morbido ma con un bel tannino sottile… appena calda di alcol la chiusura.</p>
<p><strong>Petit Verdot</strong><br />
Subito sembrerebbe il meno ricco e complesso al naso, come più ovattato sulle prime, sensazioni di frutto maturo ed erbe mediterranee, composto, austero, franco, poco espansivo, ma di carattere distinto… Col tempo cresce, ha una buona tensione.<br />
Approccio al palato meno concentrato tannini lievemente più rugosi chiusura di bocca meno morbida ma abbastanza profondo e di buona persistenza.</p>
<p><strong>Cabernet Sauvignon</strong><br />
Maturo, frutto scuro e sottili note erbacee, note di carne e di vaniglia, coniuga alla morbidezza diverse sfaccettature, anche una buona freschezza, suggerendo densità gustativa e complessità…<br />
Tannini più incisivi, vino ricco aperto di bella consistenza, persistenza ricca con toni di prugna matura, piacevolmente amarognolo, solo lievemente caldo.</p>
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		<title>La sorprese dei tre vini e infine&#8230; Eureka!</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 13:36:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Lisciandrello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assemblaggio del blend]]></category>
		<category><![CDATA[Progetto]]></category>
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		<category><![CDATA[butera]]></category>
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		<description><![CDATA[Per creare il nostro blend di Myfeudo abbiamo scelto una serata fredda e piovosa, ideale per chiudere la saracinesca dell&#8217;enoteca e provare a miscelare questi tre rossi in modo da creare un vino che rispecchia in parte la nostra personalità e gusto.
L&#8217;idea iniziale era di assagiare i tre vini singolarmente, scegliere quello che ci piaceva di più e cercare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per creare il nostro blend di Myfeudo abbiamo scelto<strong> una serata fredda e piovosa</strong>, ideale per chiudere la saracinesca dell&#8217;enoteca e provare a miscelare questi tre rossi in modo da creare un vino che rispecchia in parte la nostra personalità e gusto.</p>
<p>L&#8217;idea iniziale era di <strong>assagiare i tre vini singolarmente</strong>, scegliere quello che ci piaceva di più e cercare di farlo emergere utilizzando gli altri due per ammortizare il più possibile i difetti del primo.<br />
Analizzando i singoli vini <strong>quello che ci intriga di più all&#8217;inizio risulta essere il Petit Verdot</strong>: profumi accativanti e freschezza piacevole, pur riconoscendo che tra i tre è il più corto mentre il Merlot è quello che ci piace meno (si sente fin troppo l&#8217;argilla) forse perchè ancora troppo chiuso.</p>
<p>Quindi iniziamo il nostro primo tentativo con una percentuale alta di Petit Verdot, poi Cabernet e infine Merlot: <strong>il risultato è un vino quasi imbevibile</strong> per la sua astrigenza oltre ad essere abbastanza piatto.<br />
<strong> Cambiamo quindi repentinamente idea</strong> e riflettiamo sulle bassissime percentuali di Petit Verdot che utilizzano i francesi nei tagli bordolesi ed iniziamo un nuovo blend cercando di far emergere il Cabernet ed usare una bassa percentuale di Petit Verdot.<br />
Il risultato di questo nuovo tentativo è migliore ma non ci convince del tutto, lo troviamo con poca personalità, ricominciamo quindi a tagliare il vino variando le percentuali di Merlot e Cabernet finchè&#8230; Eureka! Trovato!</p>
<p>Appena versiamo questo blend nel bicchiere subito al naso lo troviamo accativante, in bocca poi risulta piacevole e con una finezza rispettabile e lo beviamo con gusto.<br />
Bene questo è il nostro blend: ci piace e ci ricorda un St. Emilion a noi caro, spero piaccia anche a voi.</p>
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		<title>Preludio al pomeriggio</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 11:09:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assemblaggio del blend]]></category>
		<category><![CDATA[Le fasi del progetto]]></category>
		<category><![CDATA[assemblaggio]]></category>
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		<description><![CDATA[Preparo il tavolo per il lavoro. Mi sono preso un paio d&#8217;ore con i P.E.U. (piccoli esseri umani) in trasferta: faticavo ad immaginare i traffici con il dosatore e il vino tinto che cola da per tutto e i ragazzi tutt&#8217;attorno. Metto un disco, e può essere solo Debussy: Prélude à l&#8217;après-midi d&#8217;un faune. Ridacchio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Preparo il tavolo per il lavoro. Mi sono preso un paio d&#8217;ore con i P.E.U. (piccoli esseri umani) in trasferta: faticavo ad immaginare i traffici con il dosatore e il <em>vino tinto</em> che cola da per tutto e i ragazzi tutt&#8217;attorno. Metto un disco, e può essere solo Debussy: <em><strong>Prélude à l&#8217;après-midi d&#8217;un faune</strong></em>. Ridacchio, che il pezzo mi pare opportuno.<br />
Certo non sono volute di fumo, ma tra bicchieri bottiglie misurini e dosatori mi pare di essere Dexter nel laboratorio.<br />
Inizio ammirando l&#8217;organizzazione. Etichette adesive, stampate. Decilitro misuratore, schede in carta da 200grammi. Leggo attentamente le avvertenze, e poi stappo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.myfeudo.it/2010/02/preludio-al-pomeriggio" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-408 aligncenter" title="P1120759 [800x600]" src="http://www.myfeudo.it/wp-content/uploads/2010/02/P1120759-800x600-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Il merlot è sferico, rasposo e un po&#8217; cotto. Il cabernet sauvignon suona maturo, più maschio. Il p&#8217;tit verdot ha quel bel colore, quel naso sottile e muschioso. Quel finale asciutto.<br />
Cercherò un bicchiere franco, con un poco d&#8217;acidità che renda felice il sorso perdendo le dolcezze in esubero.<br />
Cercherò un bicchiere che confermi l&#8217;austerità fresca del p&#8217;tit verdot, la lunghezza del cabernet  e la batteria tannica del merlot.<br />
Curioso quanto sia percepibile la differenza delle differenti misture, a pochi minuti di distanza: curioso che sia così palese la varianza tra i blend di due soli vini, più piatte e inespressive.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.myfeudo.it/2010/02/preludio-al-pomeriggio"><img class="size-medium wp-image-409 aligncenter" title="P1120763 [800x600]" src="http://www.myfeudo.it/wp-content/uploads/2010/02/P1120763-800x600-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Al primo tenetativo ottengo una cavalcata tannica e un corpo esile. Lo correggo, ma mi resta un sorso dolce, troppo. Cambio ancora di poco, e trovo un poco di eleganza: ma il tannino allappa ancora. Provo ad eliminare il merlot, ma l&#8217;assaggio risulta slegato, e il naso rinchiuso.<br />
All&#8217;ottavo tentativo il bicchiere è asciutto come vorrei, anche se ancora troppo dolce. Più profondo, esce anche qualche piccanza, libero da imponenze, breve nel finale.<br />
Qualche altro aggiustamento centesimale, ed ottengo un po&#8217; di complessità in più al naso. I tannini che restano esposti, evolveranno: il sorso declina meglio, senza crolli improvvisi.<br />
Questo va bene.</p>
<p style="text-align: left;">(la cosa che non sai se non provi è che nella mistura il risultato non è mai pari alla somma delle parti. Dici: una parte di dolce, una di ruvido, una di acido ed ecco quello che mi serve. Invece esce una cosa piatta lattiginosa e molle come una lumaca senza la chiocciola.)</p>
<p style="text-align: left;">La considerazione finale, spogliata di ogni sentimentalismo, è che in fondo nel mio lavoro di oggi mancava un progetto: che cosa stavo raccontando? In fondo stavo solo cercando la gradevolezza secondo il mio &#8211; indegno &#8211; palato. E un bicchiere di vino non può, non deve essere solo questo. Che Sicilia racconta il mio assemblaggio? A chi deve piacere? Per chi è fatto?<br />
In fondo preparare un vino che piaccia a se stessi è come scrivere &#8220;per sè&#8221;. Va a finire che ti scavi una nicchia così profonda che ti ci trovi sepolto dentro.</p>
<p>Mai come adesso, con il tavolo macchiato di macchie stinte, ho la convinzione che il vino sia soprattutto la prosecuzione del discorso con altri mezzi [cit.]</p>
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